Mafie nella Capitale e nel Lazio. Finalmente alcuni politici cominciano a preoccuparsi, ma nel mondo della politica resta un’area grigia che ci inquieta. Ad esempio, la relazione redatta dall’Osservatorio della Regione Lazio presenta uin quadro niente affatto realistico circa il radicamento mafioso nella nostra Regione. Sembra quasi che il fenomeno mafioso non esista per taluni. E questo è veramente vergognoso

Mafie, Azuni (Sel): “Commissione d’indagine per infiltrazioni nel centro”

Un gruppo di lavoro contro gli interessi malavitosi nel tessuto commerciale, in particolare nel cuore della Capitale: “Sono stati chiusi dei locali importanti non certo perché c’erano bande territoriali, le indagini ci dicono che erano in mano alla criminalità organizzata” spiega la consigliera d’opposizione

Una Commissione di indagine sulle infiltrazioni criminali a Roma, in particolare nel tessuto commerciale del centro storico. E’ la proposta della consigliera capitolina Gemma Azuni (Sel-Gruppo misto) presentata ufficialmente ieri, ma in cantiere da un mese. “Abbiamo dovuto raccogliere un terzo delle adesioni, e non è stato facile”, spiega la Azuni che alla fine è riuscita a mettere d’accordo esponenti del centrosinistra e del centrodestra. Perché di mafie in Campidoglio ancora si fa difficoltà a parlarne, “il consigliere Santori (presidente della commissione Sicurezza) è tra quelli che non ha voluto firmare la mia proposta – racconta Azuni – con la motivazione che a Roma e nel centro storico non c’è un problema legato alla criminalità organizzata, ma ci sono bande territoriali”.

Ma ci sono gli allarmi degli ultimi anni, “ripresi da organi istituzionali e politici – insiste Azuni – che hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione, e devono avere un necessario riscontro da parte dei rappresentanti dei cittadini”. “Nel momento in cui la Provincia di Roma annuncia la nascita della Consulta antimafia, l’Assemblea capitolina ricorre a uno strumento fino ad oggi troppo poco utilizzato – continua la consigliera di Sel – per far luce su un fenomeno oscuro e pericoloso, che deve trovare, prima delle soluzioni, un terreno condiviso, trasparente e collaborativo da parte degli uffici interessati e  degli organi politici”.

“Sappiamo che nel Centro sono stati chiusi dei locali importanti non certo perché c’erano bande territoriali, le indagini ci dicono che erano in mano alla criminalità organizzata – sottolinea Azuni – sono notizie allarmanti per il commercio del Lazio, e del centro storico di Roma in particolare”. D’altronde, continua la consigliera ,“lo stesso procuratore antimafia Pietro Grasso ha dichiarato la scorsa estate che Roma è uno dei punti dove le cosche criminali e i grandi traffici internazionali illeciti trovano sviluppo sotto il profilo economico e il reimpiego di profitti illeciti. E l’ha detto anche il Prefetto”.

“Raccogliamo grande preoccupazione dalle associazioni e dai cittadini del centro storico, non solo dalle periferie – prosegue Azuni – questo significa che non ci sono porzioni di territorio immuni a rischi e disagi”. Sono diversi i problemi del Centro storico: “La situazioni delle occupazioni di suolo pubblico, insieme alla difficile vivibilità di un centro storico congestionato da traffico, dalla presenza massiccia di locali e avventori con conseguenti fenomeni di risse dagli esiti anche molto gravi, rende estremamente complicata la vita dei residenti – aggiunge Azuni -, lamentano situazioni di vita quotidiana insopportabili, viabilità ai limiti dell’impossibilità (soprattutto per disabili e persone in difficoltà) per il moltiplicarsi delle occupazioni di suolo abusive che, come in drammatici episodi recenti, rendono difficoltoso anche il passaggio dei mezzi di soccorso”.

“Preoccupa l’immanenza dello stato delle cose, l’impossibilità di una risoluzione del problema che perdura da anni – conclude Azuni – nonostante l’impegno e lo spiegamento di risorse della polizia municipale e dei lavoratori del I Municipio. Auspichiamo così che la situazione sia definita con l’interessamento anche dell’aula consiliare, in sede di confronto trasparente, con la massima attenzione e garantendo la partecipazione anche alle famiglie dei residenti del centro storico, più colpiti dall’emergenza”.

Carmen Vogani
(Tratto da PaeseSera)
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