Mafie ed antimafie politiche.

L’antimafia politica.

Ci sono la mafia politica e l’antimafia politica.

L’una e l’altra all’interno o al fianco dei partiti, dove più e dove meno, specialmente di quelli che gestiscono potere e garantiscono gli affari.

Le mafie non guardano ai colori politici e si allineano sempre con quelli che consentono ad esse di fare business.

Un intreccio perverso fra poteri economici, politici e, quindi, istituzionali.

Non si sa mai, quando ci si approccia con le burocrazie partitiche ed istituzionali, con chi si ha a che fare.

La nostra diffidenza nei confronti di queste deriva appunto da questa amara constatazione.

Le vicende di Fondi, dove appunto abbiamo avuto lo scontro più poderoso all’interno dei partiti e delle istituzioni, chi pro e chi contro le mafie, rappresentano l’esempio più plastico dell’eterna guerra che c’è fra mafie ed antimafie politiche.

Ma c’è un aspetto che non deve mai sfuggire all’attenzione delle persone perbene, di coloro cioè che sono in maniera convinta schierati contro i mafiosi:

che nel contatto continuo tutto interno o, comunque, al lato dei partiti, fra mafie ed antimafie, l’antimafia ne esce edulcorata, quasi sconfitta.

Le grandi disponibilità economiche di cui dispongono i mafiosi, il potere che gestiscono, fanno sì che lo scontro sia pari a quello fra Davide e Golia.

Noi non siamo contro la politica.

Anzi, il contrario, perché ne vogliamo salvaguardare il ruolo e l’immagine.

Il problema è che all’interno di questa ci sono vastissime aree di corruzione e di interrelazione con le mafie che ne sfigurano l’immagine.

E quelle aree, purtroppo, riescono spesso ad allungare i propri artigli anche sulle istituzioni.

Il senso di fastidio, il rancore, la rabbia manifestatici in taluni ambienti politici –che, a dire il vero, fa il pari con l’apprezzamento, la stima e l’affetto con cui veniamo accolti da taluni ambienti istituzionali- rappresentano la prova più lampante intanto del livello di inquinamento della politica e, poi, anche dello scontro esistente all’interno delle istituzioni dove, grazie a Dio, la parte non corrotta e mafiosa è ancora maggioritaria.

C’è chi difende lo Stato di diritto e chi lo combatte.

Chi è contro le mafie e chi a favore.

Chi ha studiato ed osserva le mafie e guarda tutti i giorni in faccia i mafiosi non può, quindi, che marcare la propria distanza dalla partitocrazia corrotta e mafiosa.

Come abbiamo fatto noi sin dalla nascita.

Ecco il motivo per il quale molti esponenti politici e coloro che fanno riferimento ad essi ci odiano.

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