Mafie a Terracina /3

COMUNICATO STAMPA

 

 

Erano una quarantina le misure restrittive richieste dalla Dottoressa Cascella a Terracina e bene ha fatto Tatarelli del Sindacato di Polizia della UIL a rendere noto che la magistratura pontina non ha autorizzato quelle che riguardavano i soggetti del clan Licciardi. 

 

Poi, fortunatamente, è intervenuta la DDA di Napoli e ne ha ordinato l’arresto. 

 

Ora il Ministro della Giustizia ed il CSM aprano subito un’inchiesta per capire le ragioni di tale comportamento. 

 

Sono anni che noi stiamo denunciando l’inerzia dei vertici istituzionali pontini nell’azione di contrasto della criminalità organizzata. Una criminalità che ormai noi riteniamo annidata, oltreché nella politica, anche nelle istituzioni. 

 

Nel caso in questione, noi dobbiamo dare atto alla Dottoressa Cascella di un attivismo che non avevamo rilevato prima della sua venuta a Terracina. 

 

Ma dobbiamo, purtuttavia, confermare le nostre preoccupazioni per la presenza massiccia in questa città di imprese che provengono per lo più dalla Campania e, in particolare, da Casal di Principe e dintorni. 

 

E’ su tali imprese e sui loro titolari che bisogna accendere i riflettori. E sui loro rapporti con uomini delle istituzioni e della politica! Stanno per partire a Terracina imponenti opere sui cui autori chiediamo con forza che si indaghi a fondo. 

 

Se non si fa questo, si riuscirà a prendere tutt’al più i manovali, ma non i veri mafiosi, i “capi”, gli insospettabili. 

 

LA SEGRETERIA

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