Mafie a Fondi. Ma noi siamo lasciati soli, anche dalla Regione Lazio, a beccarci denunce ed intimidazioni

Chi denuncia la presenza mafiosa e la mala politica rischia molto, anche nel Lazio. A Fondi [Latina], Bruno Fiore, coordinatore del Pd e portavoce del Comitato locale di lotta alle mafie, ieri ha subìto un pesante atto intimidatorio. Ignoti hanno tentato di dare fuoco alla sua auto dopo che, insieme alla moglie, era rientrato a casa: è stato l’arrivo di una vicina ad allontanare gli attentatori. «E’ l’ennesimo episodio che si aggiunge alla impressionante escalation di azioni criminali che da tempo Fondi subisce», scrive in un comunicato il Comitato, formato di recente da un ampio cartello locale di associazioni, circoli, comitati e forze politiche di centrosinistra. Finalmente, è venuto da dire alla notizia della sua costituzione. Finalmente tante «debolezze» hanno deciso di rafforzarsi reciprocamente per contrastare un nemico ben più forte e pervasivo. Fondi, e in generale il basso Lazio, sono ormai da anni terreno di conquista e di governo della destra, anche grazie a un abbandono del campo, di fatto, della sinistra, che sembra aver rinunciato a proporre una via d’uscita a queste terre. Zone ben note a chi si occupa di mafie, di infiltrazioni nelle istituzioni e di malaffare, che ovviamente non risparmiano il Mof, il più grande mercato ortofrutticolo d’Italia, polo per eccellenza di ogni scambio e interesse. Il prefetto di Latina ha chiesto più di un anno fa lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose, ma il consiglio dei ministri [fra loro, alcuni «amici» dei fondani] lo ha solo commissariato, col pretesto delle dimissioni date da sindaco e maggioranza, guarda caso, pochi giorni prima della riunione dei ministri. Fondi torna alle urne a marzo, in quale clima è già evidente.

(Tratto da Carta)

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