Mafie a Cassino, nel Cassinate e nel Basso Lazio. Meno retorica e più fatti. La “tre giorni” organizzata da Angela Nicoletti ed il nostro Convegno del 27 ottobre prossimo.

Le tre giornate antimafie a Cassino organizzate dalla giornalista Angela Nicoletti.

L’unica “colpa” di Angela Nicoletti, se proprio di “colpa” vogliamo parlare, è quella, forse, di aver peccato di un poco di presunzione.

Forse, perché la sua iniziativa è stata comunque lodevole, in quel territorio invaso dalla camorra ed afflitto da una cultura mafiogena.

Se Angela non avesse agito da sola ed avesse coinvolto qualche Associazione antimafia seria, le tre giornate avrebbero visto il coinvolgimento di molti più soggetti.

Comunque, tutto sommato, le cose sono andate bene, si è parlato di mafie, sul territorio si sono accesi i riflettori, si è parlato di Cassino e del Cassinate assediati dalla camorra, le menti degli amministratori pubblici e degli esponenti politici sani si sono illuminate al massimo, alcuni media hanno evidenziato appieno il problema della presenza mafiosa nel Basso Lazio.

Si è, insomma, aperto finalmente il dibattito sui problemi drammatici del territorio.

E’ finito il lungo “sonno” sul problema delle mafie che ha caratterizzato i decenni trascorsi.

E di questo dobbiamo tutti essere grati ad Angela Nicoletti.

Come pure dobbiamo essere grati anche ai nuovi amministratori comunali che hanno mostrato una sensibilità al problema mafie, sicuramente diversa dal passato.

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Ringraziamo Angela per quello che ha fatto e la invitiamo affettuosamente a non scoraggiarsi ed a continuare a lavorare nell’interesse della gente onesta della sua città e del suo territorio.

Le saremo vicini e la preghiamo di starci vicino perché, come abbiamo preannunciato, sabato 27 ottobre riaccenderemo noi i riflettori su Cassino, sul Cassinate e sul Basso Lazio e sui problemi che bisognerà affrontare e risolvere per combattere efficacemente le mafie.

A cominciare da quello del funzionamento della Giustizia e, in particolare, della locale Procura della Repubblica che non può continuare ad assistere inerte all’invasione della camorra nel Basso Lazio.

Saremo inflessibili nell’esigere dalla Procura Cassinate quello che fanno da decenni le Procure ordinarie di Santa Maria Capua Vetere, Torre Annunziata e Nola contro la camorra.

Qualcuno si offenda pure perché non ci interessa e nessuno pensi minimamente all’idea di strappare i manifesti che faremo, come è stato fatto nei confronti di quel gruppo di coraggiosi avvocati che hanno esposto gli striscioni anticamorra davanti al Tribunale.

Risponderemmo colpo su colpo e faremmo di Cassino un “caso “ nazionale, come si è verificato

con Fondi.

E questo pensiamo che non convenga a nessuno, nemmeno a chi pensasse eventualmente ad un’idea malsana del genere.

Cassino fortunatamente e finalmente ha un buon Sindaco consapevole della gravità del fenomeno mafioso e determinato a combatterlo, ha un ottimo dirigente del Commissariato della Polizia di Stato che ha accumulato tanta esperienza nella DIA, mentre l’intera provincia frosinate dispone di un ottimo Questore, di un ottimo Comandante provinciale della Guardia di Finanza e di un ottimo Comandante provinciale dei Carabinieri.

Bisogna solamente svegliare la gente onesta e non collusa con le mafie, indurla a collaborare con le forze dell’ordine, ad aiutarle, come chiedeva sempre Paolo Borsellino e, soprattutto, bisogna fare in modo che si attivi al massimo la locale Procura della Repubblica sul versante della lotta alla camorra facendole applicare l’art.51 bis-comma 3-del CPP che prevede la codelega da parte della Procura Generale di Roma in materia di reati di mafia.

In questa direzione noi ci siamo già mossi con il Ministro della Giustizia e prossimamente insisteremo sull’onorevole Severino.

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