Mafia spa: prima azienda in Italia

Un’organizzazione che non teme e non conosce crisi, con un fatturato complessivo che ha raggiunto i 135 miliardi di euro e un utile che sfiora i 70 miliardi al netto di investimenti e accantonamenti. Il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e di quella comune, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, ha ampiamente superato i 100 miliardi di euro, una cifra pari al circa 7 per cento del Pil nazionale, frutto di una pressione giornaliera che non si arresta

Dalla filiera agroalimentare, dai servizi alle imprese e alla persona, dagli appalti alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario la Mafia SpA si rafforza nella sua posizione di prima azienda italiana. Una grande Holding Company, articolata su un network criminale fortemente intessuto con la società e l’economia.
L’attività criminale della “Mafia Spa” si avvale ormai di un’organizzazione interna tipicamente aziendale con tanto di manager, dirigenti, addetti e consulenti e, nel caso dei clan più potenti, siamo di fronte a un know how di tutto rispetto.

Insomma, in periodi di crisi – sostiene il XII rapporto SoS impresa redatto dalla Confesercenti – i soldi delle mafie, la loro grande liquidità, benché “sporchi” fanno gola. E il settore maggiormente in crescita appare, in tempi di crisi economica e di difficoltà di accesso al credito proprio l’usura che nel 2009 ha toccato un vero e proprio boom: oltre 200 mila commercianti colpiti con un giro di affari dattorno ai 20 miliardi di euro (ma le posizioni debitorie ammontano a circa 600 mila, indice di indebitamenti con più strozzini).
Con una differenza: l’usuraio isolato punta ai soldi della vittima, la criminalità organizzata ai beni e alle aziende e alle opportunità di riciclaggio di denaro sporco. “E’ allarmante – ha affermato il presidente di Confesercenti Marco Venturi – che il bilancio le mafie secondo il Rapporto SOS Impresa cresca ancora malgrado la forte pressione dello Stato e la crisi economica. Con i 24 miliardi del giro di affari di usura e racket si potrebbero realizzare almeno 200 mila posti di lavoro e liberare molti ragazzi dal controllo criminale specie nel sud. L’enorme drenaggio di risorse a danno delle imprese ed il clima di paura con cui debbono convivere specialmente i piccoli imprenditori impone di tenere alta la guardia. Contro i commercianti in particolare ogni giorno si scatena una vera e propria bufera di intimidazioni e atti criminosi: 160 mila taglieggiati, 200 mila vittime dell’usura, 500 mila truffati, 90 mila furti e rapine. Inoltre la crisi, questo e’ l’allarme di SOS Impresa-Confesercenti, accentua le difficoltà di accesso al credito (malgrado le intese positive con l’Abi) finisce con l’aiutare gli usurai a fare grandi affari”.

Ma quali sono le attività economiche che la mafia predilige? Al primo posto degli interessi mafiosi compare l’edilizia in tutte le sue fasi, ma è’ costante l’attenzione alle attività commerciali e turistiche con particolare riguardo al franchising e alla media e grande distribuzione. Per quanto riguarda quest’ultima, si evidenzia l’interesse delle mafie sui centri commerciali, funzionali al riciclaggio di denaro sporco.
Molto seguito dai criminali è ancora il settore dei giochi e delle scommesse e l’industria del divertimento. Una vera miniera è poi rappresentata dai mercati ortofrutticoli che da sempre hanno rappresentato un luogo naturale per gli affari delle mafie. L’intero comparto agricolo, anche a causa della crisi grave crisi economica che sta attraversando e che porta al Sud migliaia di immigrati senza lavoro (vedi caso Rosarno), rischia più di altri di essere aggredito dalle mafie. L’abigeato, per esempio, è un reato antico, ma in continua crescita. Ogni anno spariscono circa 100 mila animali, essenzialmente mucche e maiali, ma anche cavalli, agnelli e pecore.

Dall’antico al moderno, la criminalità investe anche su internet: sono infatti in costante crescita le frodi informatiche, in particolare la clonazione di carte di credito e il phishing. La crisi economica, inoltre, non sembra toccare il mercato del falso e della contraffazione, che movimenta un giro d’affari di 7,8 miliardi di euro l’anno.
Il 50 per cento del fatturato dell’industria del falso si riferisce a capi d’abbigliamento e moda, seguito da pirateria musicale, audiovisivi e software
La crisi semmai, rileva la Confesercenti, ha pesato un poco sugli stipendi della azienda criminale: esiste infatti una vera e propria “mesata” (stipendio) per i componenti delle organizzazioni criminali stabilita ovviamente, senza contratti e senza sindacati o scioperi e che prevede per gli incarichi più modesti (sentinella o palo) 1000-1500 euro al mese (cifre simili per gli esattori di zona) per salire ai 3-6000 euro di un vice capo zona, ai 2500-25 mila euro per autori di attentati ed omicidi ai 10-40 mila del capoclan. Tagli ne hanno subito anche i detenuti e i latitanti, mentre aumentano le spese legali.

Ma quante sono le mafie nel nostro paese? Il rapporto ne elenca cinque e ne descrive i comportamenti: Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita, e in Lucania i Basilischi. “Isole felici” ormai non esistono più, vista la penetrazione criminale in cantieri, imprese, attività turistiche nell’industria lucrosa del divertimento su e giù per lo stivale. Anche zone apparentemente immuni come Umbria e Sardegna segnalano episodi inquietanti di inquinamento criminale.

Contro le infiltrazioni mafiose è cresciuta la risposta dello Stato, con l’incessante l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura. E da qualche tempo le Associazioni non sono più sole: Duecento latitanti arrestati negli ultimi mesi, 4000 arresti di mafiosi, la camorra casertana duramente colpita, beni sequestrati per oltre 5 milioni di euro. “I successi dello Stato assieme all’impegno della società civile – ha aggiunto Venturi – hanno registrato risultati rilevanti e stanno spingendo non a caso la mafia S.p.A. a cercare di mimetizzarsi e di infiltrarsi nell’economia reale con sistemi diversi dal passato e che il Rapporto SOS Impresa documenta con precisione”.

(Tratto da Aprile Online)

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