MAFIA PULITA, di Elio Veltri ed Antonio Laudati. Ed. Longanesi. Un libro da leggere

“Le organizzazioni criminali italiane alla conquista dell’economia legale e globale”… E’ uscito il libro di Elio Veltri e Antonio Laudati (edizioni Longanesi). Per la prima volta un libro con un analisi delle organizzazioni mafiose che parte dai “colletti bianchi” e ci fa capire quanto dipenda da ciascuno di noi, da ogni singolo individuo, la possibilità di sconfiggere le mafie.

La Mafia Spa è la più grande azienda italiana per fatturato. Oggi non ha più bisogno di uccidere: compra. Il suo patrimonio potrebbe da solo colmare il debito pubblico italiano. È una multinazionale del crimine da mille miliardi di dollari, un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si coniugano arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione. Cinque i personaggi simbolo della Mafia pulita qui raccontati da Elio Veltri. Storie vere tratte dai materiali inediti dei processi che li riguardano: affiliati della ‘ndrangheta, organici di Cosa Nostra e camorristi insospettabili. Una mafia invisibile che frequenta i salotti dell’alta finanza e parla più lingue. A ogni storia nel testo fa da contrappunto la riflessione di Antonio Laudati, tra i massimi esperti di organizzazioni criminali in ambito transnazionale.

Per presentarvelo abbiamo reputato giusto pubblicare l’intervista di DemocraziaLegalità.it ad Elio Veltri…

Mafia Pulita è un libro che nasce da un ragionamento comune tra due professionalità, il frutto di un lavoro intenso e approfondito in cui Elio Veltri e Antonio Laudati hanno messo la loro conoscenza del fenomeno mafioso in Italia.

D: Sappiamo che tu hai molto apprezzato il libro di Saviano “Gomorra”, il primo libro che ha parlato di mafia ed è diventato un best seller. Il vostro libro in cosa è diverso?

R: Gomorra parla di una frazione della camorra, i casalesi. Noi parliamo delle tre mafie e lo facciamo attraverso cinque storia che sono vere perchè tratte da atti ufficiali. Saviano parla di Casal di Principe e pur dicendo che i casalesi agiscono anche “in giro per il mondo”, il radicamento profondo di questi è nel perimetro è la loro città.

Il perimetro delle cinque storie è il mondo, anche fisicamente

Palazzolo, protagonista della prima storia, vive ora in Sud Africa, e ha operato in tutta Europa come riciclatore dei denari di cosa nostra;

Bruno Fuduli è un giovane broker, poi collaboratore di giustizia, che trattava alla pari partite di cocaina da due tonnellate per miliardi di euro con i Narcos colombiani… è insomma un personaggio a metà tra un ministro degli esteri di un paese importante e un grande maneger.

Gomorra è efficace poiché parla dell’ambiente violento e della violenza quotidiana prevaricatrice ed evidente. Noi parliamo di soldi e di movimenti bancari, di miliardi che si muovono rapidamente con internet. La ‘ndragheta sembra specializzata nell’uso di internet …

Saviano fa un attacco alle complicità della politica senza però fare i nomi; in Mafia Pulita si fanno, i nomi, ad esempio sulla questione della monnezza a Napoli dove gli sprechi e la gestione dissennata che ha portato alla emergenza hanno dei responsabili, con nomi e cognomi.

In Mafia Pulita i protagonisti sono persone insospettabili, spesso professionisti, avvocati come Chianese che, quando non indossava la toga da penalista in tribunale, si arricchiva smaltendo i rifiuti in maniera illegale. Oppure dentisti che trafficavano in cocaina come si legge nella storia dedicata all’ Ortomercato di Milano nel nostro libro, con la complicità di una parte della Pubblica Amministrazione, funzionari corrotti che chiudevano un occhio come ha dimostrato l’indagine della Magistratura.

D: Secondo te, alla luce delle tue conoscenze, cosa è importante colpire, nella lotta alla mafia, e quale ruolo può svolgere la società civile in questa che sembra una lotta eterna?

R: La prima cosa è colpire i beni, la roba, i capitali che ormai le mafie gestiscono in modo moderno e pulito. È fondamentale confiscare le proprietà, i beni, e venderli e vigilare sugli investimenti che le cosche fanno in tutto il mondo poiché l’orizzonte dell’azione dell’economia mafiosa è diventato globale. Beni ed investimenti sono valutati intorno ai 1000 miliardi di euro, e confiscandoli e vendendoli potrebbero risolvere il problema del debito pubblico e dei servizi del Paese. Teniamo presente che il fatturato delle mafie è di oltre 170 miliardi di euro, tre volte quello della Fiat.

Abbandonare dunque la visione folckloristica di mafie che agiscono solo con la violenza delimitata al sud Italia , ma cominciare a vedere il vero pericolo nella globalizzazione dei traffici illeciti.

Quanto alla società civile, noi crediamo che si debba ragionare su come essa sia coinvolta nel malaffare e come essa dovrebbe cominciare a reagire rifiutanto i servizi ed i beni che la mafia fornisce, come la cocaina, la prostituzione, i prodotti contraffatti, la tratta di esseri umani. La mafia usa schiere di avvocati e commercialisti in modo da non compromettersi. Il dovere della società civile è evitare il silenzio e la conseguente correità.

Abbiamo scelto dunque di responsabilizzare attraverso il racconto della infiltrazione nella quotidianeità degli affari mafiosi la società tutta, che non può limitarsi a manifestare sdegno ed indignazione ma dovrebbe cominciare a scegliere di non essere complice, sia pur inconsapevolmente

D: chi sono le prime vittime della mafia (cosa nostra, ndrangheta e camorra) nel nostro paese e nelle democrazie più in generale?

R: Le prime vittime sono l’economia legale e di mercato e la democrazia. le storie raccontate in questo libro dimostrano chiaramente come la mafia si infiltra nell’economia legale e come se ne impossessa. Nell’ultimo capitolo parliamo dei rapporti mafia-democrazia fornendo i dati dei consigli comunali, delle ASL, delle banche sciolte per mafia. Ma anche dei magistrati indagati per collusioni con la mafia. D’altronde ,un rapporto del senatore Kerry candidato sconfitto alla Casa Bianca, al Congresso degli Stati Uniti, parla delle cinque mafie più potenti del mondo, tra cui quella italiana, come la terza potenza economica mondiale e il presidente degli Stati Uniti con un decreto presidenziale ha incluso la ndrangheta nella lista delle organizzazioni canaglie. Sapete con quali motivazioni? E’ pericolosa per l’economia e la democrazia americana. Ma in Italia di questi documemeti, non a caso, non ne ha parlato nessuno.

(Tratto da Casa della Legalita’ e della Cultura)

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