“Mafia nel viterbese”, convegno della nostra associazione con De Ficchy ed Almerighi

“LA MAFIA NEL VITERBESE”. CONVEGNO DELL’ASS. CAPONNETTO

CON LUIGI DE FICCHY E MARIO ALMERIGHI
C’è poco da stare allegri nel Viterbese, quello in mezzo allo Stivale…
Si è svolto lunedì 19 maggio nella Sala conferenza della Provincia di
Viterbo un incontro dibattito con l’Associazione antimafia “Antonino
Caponnetto” per la Regione Lazio, che ha avuto come relatori Luigi De
Ficchy, Magistrato Antimafia e Mario Almerighi, magistrato, anche detto
far parte dei “pretori d’assalto”, sul tema: “Costruiamo insieme,
istituzioni e cittadini, la catena umana per impedire la penetrazione
mafiosa nella provincia di Viterbo”,
Erano presenti, come da programma: amministratori, magistrati e
associazioni, facciamo una cinquantina di persone, con grande assente la
stampa, l’Informazione… , niente foto, nè filmati, nè video della Rai
tg regione ma quelle amorevoli e ancora tutte in piedi Notizie già
passate di feste di pugnaloni, ciambelle all’anice, emergenze
cinghiali, disfunzioni erettili… sono rimaste on line, con una
straordinaria, a caratteri maiuscoli: “Una sfida politica vincente per
il nostro territorio- realizzare subito l’aereoporto”. Non
casualmente, Alessandro Mazzoli, presidente della Provincia,
incontrando nei giorni scorsi 45 giovanissimi studenti delle medie
inferiori che gli avevano chiesto: “Qual è la cosa più importante che ha
fatto per Viterbo e la provincia?”, ha risposto: “Tra le più recenti
l’impegno nei confronti del Governo affinché l’aeroporto si realizzasse
a Viterbo. Una delle principali novità degli ultimi decenni”.
Il 19 luglio 2007, ricordando i quindici anni dalla morte di Paolo
Borsellino, venne pubblicato questo testo dall’Informazione
locale: “Se tutti ci riconoscemmo allora nella figura di Antonino
Caponnetto non fu solo per il suo volto e contegno ieratico e straziato,
e la sua personale vicenda e figura magnanima e dolente, di antico padre
di eroi greci, di antico padre biblico di eroi, ma perché seppe due
volte dire quello che tutti sentivamo: lo smarrimento profondo e
indicibile quasi, e poi la volontà di riscatto, di proseguire la lotta,
di non permettere che Falcone e Borsellino fossero assassinati una
seconda volta dalla resa, dal tradimento, dall’oblio”; ma questi erano
altri giovani, non più issimi, era Azione Giovani di Viterbo.

Il tradimento, l’oblio… parole enfatiche rispetto a quelli di sei
mesi dopo:
“L’aeroporto rischia di portare la mafia”, aprì con questo titolo in
prima pagina un quotidiano locale, “La voce di Viterbo”, sintetizzando
un passaggio cruciale della conferenza stampa di fine anno che si tenne
il 28 dicembre 2007 dal Prefetto di Viterbo Alessandro Giacchetti.
Tornando all’incontro “antimafia” del 19 maggio, si poteva conoscere,
oltre all’opera costante e rigorosa del Magistrato Luigi De Ficchy,
anche la testimonianza vissuta e scritta di Mario Almerighi, presidente
della fondazione Sandro Pertini, che raccontò nel suo libro “Petrolio
e politica”, il ‘padre di tutti gli scandali’ della storia repubblicana,
quello petrolifero del 1974, che fece “tremare il palazzo” anche se,
alla fine, “una grande coperta ha messo tutto a tacere”. Lo presentò il
6 ottobre del 2006 in un’altra Sala provinciale, quella di Genova, con
Nando Dalla Chiesa, Gherardo Colombo, Marco Travaglio e l’assessore
Castellani.
Ma questi scritti sembrano far parte di una rivisitazione negazionista
oggi, come certi giornalisti presenti ancora, considerati alla stregua
di narratori, affabulatori, diffamatori.
Quindi Stampa, Autorità, Cittadini pro lavoro, turismo, sviluppo
economico, ricerca, innovazione erano quasi tutti assenti, giustificati
per carità…
“Oggi sono i mafiosi che devono scendere in piazza per
far sapere che la mafia non esiste”, parola di Giancarlo Caselli.

La società civile ringrazia e ha capito quanto detto dal sindaco Marini
per i festeggiamenti di domenica scorsa, in onore di Maria Santissima
Liberatrice: “La città ha bisogno del suo esempio e della sua
protezione”.
A tal proposito, un consiglio: leggere, anche solo sfogliare, il libro
“I banchieri di Dio”, di Amerighi- Editori Riuniti del 2002, sul caso
di Roberto Calvi.
Sembra tutto avvolto nella nebbia del nostro scontento e della Loro
soddisfazione.

 

Doriana Goracci
Capranica (Vt)

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