Mafia nel Brindisino

Il Corriere della Sera, Lunedì 12 dicembre 2016

Mafia, arrestati 58 presunti affiliati attivi nel Brindisino
L’operazione dei carabinieri nella notte. Tra gli episodi contestati, anche l’omicidio di Antonio Presta, figlio di Gianfranco, già collaboratore di giustizia

di Fausta Chiesa

Un‘operazione anti-mafia è stata condotta all’alba di lunedì dai carabinieri di Brindisi: 58 persone sono state arrestate nelle province di Brindisi e di Lecce in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Le accuse riguardano reati di associazione mafiosa, concorso in omicidio, traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegali di arma da fuoco, nonché spaccio di sostanze stupefacenti. A quanto appreso il gruppo di presunti affiliati alla Sacra Corona Unita era operativo nel sud di Brindisi.

L’omicidio di Antonio Presta
Tra gli episodi oggetto di indagine, figura anche l’omicidio di Antonio Presta, figlio di Gianfranco, già collaboratore di giustizia, ucciso a San Donaci il 5 settembre 2012. Fu crivellato di proiettili, ma morì per le percosse alla testa inferte con il calcio di un fucile: così venne eliminato Antonio Presta, 29 anni, per vendicare l’incendio di una villetta riconducibile a Carlo Solazzo, ritenuto l’autore del delitto. Nell’inchiesta sono coinvolti anche i presunti autori di un attentato dinamitardo alla villetta privata del luogotenente dei carabinieri Francesco Lazzari, episodio attribuito ad altri due presunti affiliati alla Scu brindisina, Benito Clemente e Antonio Saracino. Il movente, secondo gli investigatori, sarebbe da ricondurre all’intensificazione dell’attività repressiva messa in atto dai carabinieri. Gli indagati, tutti del Brindisino, rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, droga, armi e omicidio. Le armi sarebbero state reperite grazie ad un cittadino slavo dall’est Europa, attraverso il canale del Montenegro. Registrato, inoltre, un ritorno ai riti di affiliazione compiuti per lo più il sabato, come da tradizione mafiosa.

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