Mafia, l’accusa del pentito Di Matteo: “Lo Stato non mi protegge più”

Ventidue anni fa, i boss rapirono e sciolsero nell’acido suo figlio Giuseppe, aveva 13 anni. Così provarono a fargli ritrattare le dichiarazioni sulla strage Falcone. Santino Di Matteo è stato ormai espulso dal programma di protezione, perché all’epoca tornò in Sicilia per provare a liberare il figlio da solo. Adesso, ha deciso di intraprendere una battaglia legale: ha fatto ricorso contro il suo allontanamento dal programma previsto per i collaboratori di giustizia. Il Tar gli ha dato ragione, il Consiglio di Stato no, ma i giudici hanno comunque ribadito che è a rischio per le sue rivelazioni e deve essere ancora protetto. Dice l’avvocato Monica Genovese: “I collaboratori di giustizia restano uno strumento fondamentale per la lotta la mafia” (di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta)

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11 Gennaio 2018

fonte:https://video.repubblica.it

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