Mafia e rifiuti: per la Polverini un lunedì di gaffes

Lotta alla mafia e rifiuti: per la Polverini un lunedì di gaffes

Prima la critica all’attuale amministrazione regionale per la mancata alternativa a Malagrotta (che spetta al Comune), poi la proposta di un osservatorio per la legalità (che esiste già). Da sinistra critiche e polemiche

di Matteo Scarlino – 16/02/2010
Giornata difficile quella di ieri per Renata Polverini. La candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio ha inanellato due gaffes in poche ore. Due errori prontamente segnalati da esponenti della sinistra e che oggi sono finiti su molti giornali.

MALAGROTTA
Si è iniziato in mattinata quando la Polverini, a margine di un incontro al residence Ripetta, ha rilasciato una dichiarazione sulla discarica di Malagrotta: “La Regione non è stata in grado in questi cinque anni, insieme al comune che non era governato da Alemanno, di trovare un sito alternativo”.

A stretto giro è giunta la replica dell’assessore all’ambiente Giuseppe Parroncini che ha attaccato la Polverini dicendo: “Forse non sa che trovare un’alternativa a Malagrotta compete al Campidoglio, guidato dal 2008 da Alemanno e che alla Regione spetta l’autorizzazione”.

MAFIA E LEGALITA’
Altra gaffe arriva poi quando su youtube compare l’intervista con Klaus Davi, per la trasmissione Klauscondicio. A domanda sulle infiltrazioni mafiose nel Lazio e sulle possibili soluzioni per combatterla, la Polverini ha risposto: “La Regione può fare un Osservatorio sui territori, e non è poco. Perché laddove lo Stato fa un passo indietro le mafie ne fanno uno avanti”. Peccato però che l’osservatorio esiste già come ricorda Enzo Ciconte, che dell’osservatorio è presidente: “L’Osservatorio sulla criminalità organizzata esiste già con legge istitutiva fin dai tempi della presidenza Storace. In questa consiliatura l’osservatorio ha lavorato e addirittura, per la prima volta nella storia della Regione Lazio, ha relazionato in consiglio regionale sul problema delle mafie nella seduta straordinaria del 22 gennaio 2009. Se poi qualcuno volesse documentarsi sull’attività pluriennale dell’osservatorio basta andare sul sito ufficiale della Regione per trovare tutte le relazioni che sono state prodotte”.

(Tratto da RomaToday)
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