Mafia e appalti dell’Expo, arrestati tre siciliani: spunta l’ombra di Messina Denaro

Mafia e appalti dell’Expo, arrestati tre siciliani: spunta l’ombra di Messina Denaro

La Repubblica, Giovedì 7 Luglio 2016

Mafia e appalti dell’Expo, arrestati tre siciliani: spunta l’ombra di Messina Denaro

In manette l’avvocato nisseno Danilo Tipo: avrebbe portato 295 mila euro in contanti al clan Pietraperzia, altri 400 mila euro trasportati con un camion guidato da uno degli altri due siciliani arrestati. Il procuratore aggiunto di Milano: “Cosa nostra anche in Lombardia”di ALESSANDRA ZINITI

Avrebbe portato 295.000 euro di tangenti dalla Lombardia in Sicilia destinati alla famiglia mafiosa di Pietraperzia l’avvocato Danilo Tipo, ex presidente della Camera penale di Caltanissetta, arrestato all’alba di oggi su ordine del gip di Milanonell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza su tangenti e riciclaggio per larealizzazione di alcuni padiglioni e del palazzo di congressi di Expo. L’avvocato Tipo era stato fermato in autostrada il 23 ottobre scorso e gli investigatori avevano trovato nel bagagliaio della sua Fiat 500 i 295.000 euro in contanti divisi in 25 buste di plastica infilate dentro un sacco nero. Tipo si era giustificato dicendo che quel denaro era relativo a parcelle in nero che gli avevano versato i clienti.

A consegnare i soldi al legale sarebbe stato invece Liborio Pace, uno degli amministratori del consorzio di cooperative Dominus che, secondo gli inquirenti, si sarebbe aggiudicato illegittimamente appalti in Expo per conto della cosca mafiosa degli Accardo di Partanna e di Pietraperzia, un paese dell’Ennese ad alta densità mafiosa dove di recente anche il sindaco ha subito un attentato. Tra gli arrestati anche l’amministratore delegato del consorzio, anche lui nisseno, Giuseppe Nastasi. La “famiglia mafiosa degli Accardo di Partanna”, in provincia di Trapani, a cui sarebbe legato Nastasi, ha notevole “importanza” nel panorama dei clan anche per “la forte vicinanza con la famiglia di Castelvetrano Messina Denaro”, scrive il gip di Milano Maria Cristina Mannocci nell’ordinanza di custodia cautelare.

Il giudice riporta una serie di intercettazioni per dimostrare “la profonda conoscenza della storia mafiosa” da parte di Nastasi, ma “anche il riconoscimento di un profondo rispetto verso” lo stesso clan Accardo, “tanto da sentirsi in dovere di portare un regalo ai figli di Accardo Nicola”. In altri passaggi dell’ordinanza, tra l’altro, viene evidenziato il rapporto tra il superlatitante Matteo Messina Denaro e la famiglia Accardo. Ai clan sarebbero arrivati anche altri 413 mila euro in contanti portati in Sicilia all’interno di una piscina gonfiabile in un furgone, guidato dallo stesso Pace.

L’indagine che oggi ha portato arrestare 11 persone “è importante” in quanto questa volta “segnala” in Lombardia non “le infiltrazioni di ‘ndrangheta, ma di Cosa Nostra”, ha detto in conferenza stampa il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda milanese, Ilda Boccassini, che ha voluto evidenziare come in particolare Nastasi, titolare del consorzio di cooperative al centro dell’inchiesta, avesse “legami con cosche importanti come gli esponenti della famiglia Accardo”.

L’inchiesta milanese ruota proprio attorno a Dominus, consorzio di cooperative attivo nel settore dell’allestimento stand che ha ricevuto in subappalto dalla fiera di Milano le commesse per realizzare alcuni padiglioni di Expo. Secondo i magistrati milanesi, avrebbero creato un sistema di fatture false per generare fondi neri e riciclare il denaro in Sicilia attraverso legami con la famiglia mafiosa di Pietraperzia: la società Nolostand, controllata da Fiera Milano, è stata posta in amministrazione giudiziaria perché alcuni dirigenti e dipendenti avrebbero avuto contatti con la mafia.

Questo ha stabilito il gip Maria Cristina Mannocci con un decreto che ha portato al commissariamento della società. Proprio la Nolostand, fornitrice di Fiera Milano dal 2013, avrebbe dato il subappalto al consorzio di cooperative Dominus per realizzare gli allestimenti espositivi del Palazzo Congressi, dell’Auditorium, dei padiglioni della Francia e del Qatar e della Guinea e della Birra Poretti a Expo. Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e i pm dell’antimafia milanese Sara Ombra e Paolo Storari, sono state arrestate questa mattina 11 persone (4 in carcere e 7 ai domiciliari), tra cui Nastasi e Pace, accusati di associazione per delinquere finalizzata a fatture false e altri reati tributari, ad appropriazione indebita e a riciclaggio con l’aggravante di aver agito per favorire Cosa Nostra nella famiglia mafiosa siciliana di Pietraperzia di Enna.

L’avvocato Danilo Tipo fino a qualche mese fa era presidente della camera penale di Caltanissetta. È difensore nel processo per la strage di Capaci ed è stato consigliere e assessore al Comune di Caltanissetta con la giunta Campisi.

 

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