Mafia Capitale, Zingaretti sceglie di non testimoniare

Mafia Capitale, Zingaretti sceglie di non testimoniare
Il Corriere della Sera, Mercoledì 19 ottobre 2016

Mafia Capitale, Zingaretti sceglie di non testimoniare
Il presidente della Regione si è avvalso della facoltà di non rispondere essendo indagato in un procedimento connesso. Avrebbe dovuto deporre per Figurelli, colui al quale Buzzi aveva spiegato la metafora della «mucca che deve mangiare»

di Ilaria Sacchettoni

Il governatore del Lazio, testimone al processo di Mafia Capitale, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere su consiglio del suo difensore, il penalista Tito Milella. Nicola Zingaretti infatti è indagato per corruzione in un procedimento connesso per il quale però la procura ha chiesto l’archiviazione . Il presidente della Regione avrebbe dovuto deporre per l’imputato Franco Figurelli, appartenente alla segreteria dell’allora presidente del consiglio comunale Mirko Coratti. Proprio a Figurelli, in una telefonata del 2014, Salvatore Buzzi aveva spiegato la metafora (diventata famosa) della «mucca che deve mangiare»

Accuse a Buzzi
Uscendo dall’aula bunker di Rebibbia Zingaretti ha detto: «Ho denunciato Buzzi, testimonierò nel suo processo per calunnia». L’ex ras delle coop infatti ha tirato in ballo il presidente della Regione almeno in due casi, per i finanziamenti elettorali e per l’acquisto del palazzo della Provincia. «Si è determinata una situazione paradossale – ha proseguito il governatore – in cui sarei stato chiamato a giustificarmi dalle false accuse mosse da Buzzi quando dovrebbe essere lui a spiegare perché me le ha rivolte. Ovviamente non mi sottrarrò al dovere di trasparenza e a rendere pubblici tutti i fatti di mia conoscenza».

Archivi