Mafia Capitale, le mano sul Cup – lotto 3 (Latina, Frosinone e Rieti).Mafia-stato,Mafia Capitale ,in provincia di Latina c’é di tutto ,E se non vanno ROS,DIA,GICO da Napoli o da Roma,nessuno indaga.”Latina Zona franca per camorra,ndrangheta e cosa nostra La Prefettura di Latina non emette nemmeno una sola interdittiva antimafia .La prova,questa,della completa assenza dello Stato e della sua resa alle mafie.

Latina Oggi, Domenica 6 Dicembre 2015

Nelle carte dell’inchiesta c’è anche un’appendice pontina come emerge delle ambientali piazzate dal Ros
Mafia Capitale, le mano sul Cup
Buzzi in una intercettazione:”Tendenzialmente avremmo vinto il lotto 3 che sarebbe Latina, Frosinone e Rieti”

Nelle nuove carte di Mafia Capitale e nelle migliaia di intercettazioni  telefoniche spuntano anche dei riferimenti chiari e diretti a diversi affari anche in provincia di Latina. Se un anno fa esatto quando era scoppiata l’inchiesta, il territorio pontino era stato «accarezzato» da una minima parte dell’indagine relativa al brutale episodio contro il finanziere aggredito e i cui atti erano stati trasmessi dalla Procura di Latina a quella capitolina, adesso i riferimenti sono diversi e più imponenti. Anche questo può diventare materia di approfondimento per i pubblici ministeri romani.
E’ quello che emerge nelle ambientali che sono state piazzate dalla polizia giudiziaria e nelle migliaia di carte che sono agli atti del processo. Ad esempio nei confronti di Giovanni De Carlo per eludere le misure di prevenzione patrimoniali viene contestata l’intestazione fittizia a Fabio Russo della Mondo Petroli spa che aveva la disponibilità di un distributore di benzina di Cisterna in via Timavo di proprietà proprio della Mondo Petroli. Per questo De Carlo, sostengono i carabinieri del Ros, percepiva anche dei proventi.
C’è questo che però non è niente rispetto alla conversazione relativa alla gara da un miliardo di euro e 200 milioni di euro per il Cup. Il sodalizio voleva mettere le mani e sbarcare nel mondo della sanità. La frase incriminata è quella che pronuncia Salvatore Buzzi nel corso di un incontro che avviene a Roma. Siamo al 19 settembre del 2014, quasi tre mesi prima degli arresti, sono le 9 di mattina «La commissione analizza le offerte per il III lotto, quello su cui il gruppo Buzzi puntava insieme a Monge in Ati con la cooperativa Sol.Co – annotano i carabinieri nell’informativa – Scozzafava chiede a Buzzi un appuntamento, dopo il quale Buzzi chiama Forlenza, chiedendogli un intervento in via Cristoforo Colombo, evidentemente a un suo interlocutore in Regione diverso da quelli di Buzzi». Successivamente vi è una riunione in via Pomona, nel corso della quale Buzzi spiega ai suoi interlocutori i dettagli del procedimento della gara in corso ed i dettagli della relativa alterazione. «Tendenzialmente avremmo vinto il lotto 3 che sarebbe Latina, Frosinone e Rieti, quindi finalmente faccio una cosa a Rieti, per 7 milioni». E poi aggiunge: «Quando sarà ufficializzato, 3 milioni e mezzo vanno, se invece riuscissimo, parliamo otto e se….. otto e sei quattordici, quindici … sette milioni e m.., qui… sette milioni e mezzo passeremo, da 3 e mezzo a 7 milioni e mezzo…, perché noi c’abbiamo sempre il 50%». Qualcuno chiede a Buzzi: «Che gara è?». E lui risponde. «Quella del Cup, Centro Unico Prenotazioni, dovremmo vincere a Frosinone Latina e …questa qua guarda».

Archivi