.Mafia Capitale, il giorno di Carminati:«Fiero di essere un fascista anni ‘70»

.Mafia Capitale, il giorno di Carminati:«Fiero di essere un fascista anni ‘70»

Il Corriere della Sera, Mercoledì 9 marzo 2017

Mafia Capitale, il giorno di Carminati:«Fiero di essere un fascista anni ‘70»
Interrogato dai suoi difensori e in collegamento audio dal carcere di Parma. «Voglio fare chiarezza su tutto»

di Redazione Roma

«Sono un vecchio fascista degli anni settanta e sono contento di essere così». È solo una delle cose dichiarate da Massimo Carminati nel corso dell’esame, in collegamento audio (ha chiesto di non essere ripreso durante la sua deposizione) dal carcere di Parma dove è detenuto dal 2014 in regime di 41 bis, nell’ambito del maxiprocesso Mafia Capitale, a Rebibbia e che per la prima volta si sottoporrà all’interrogatorio dei suoi difensori.

«Io dei servizi? Non mi offendete»

Mercoledì, dopo le numerose udienze dedicate a Salvatore Buzzi, è il giorno per «il cecato» di «fare chiarezza su tutto» come lui stesso aveva detto nei giorni scorsi: parlare del suo passato e della sua storia che lo ha portato ad essere, secondo la Procura di Roma, l’uomo a capo del Mondo di mezzo e provare a smantellare la figura mitologica che lo accompagna da sempre. Sono 24 i capi di imputazione contestati dai pm al «Nero»: dall’associazione di stampo mafiosa, alla corruzione, alla turbativa d’asta. Per chi indaga, Carminati, aveva la forza criminale per potere influenzare e condizionare, anche grazie alla sua «fama», il destino di alcune gare d’appalto per milioni di euro e in cui erano coinvolte le coop di Salvatore Buzzi. «Io mi offendo veramente quando mi dicono che sono dei servizi segreti. Ma quali servizi». Ha risposto così a una delle domande del suo difensore Ippolita Naso, sottolineando che lo stesso ministro dell’Interno Marco Minniti, quando era sottosegretario con delega agli 007, ha smentito la circostanza. «M’ha difeso Minniti, non so cosa dire di più e non mi interessa».

«In Comune tutti disonesti»

Il Nar, poi, ha coniato le definizioni di «mondo di sopra» – dove tutti sono inaffidabili e «sola» – e il «mondo di sotto» – di cui lui farebbe parte – E ha spiegato: «Il Comune ci ha fatto fare il lavoro» del campo nomadi «sapendo che non l’avrebbe messo in bilancio. Ma che scherziamo? Io vengo dal “mondo di sotto” dove se lavori vieni pagato». Lo stesso Carminati, dopo aver fatto esplicito riferimento alla giunta Alemanno – che dice di non aver mai conosciuto, alla pari di Lucarelli (capo della segreteria di Gianni Alemanno in Campidoglio ndr) – ha aggiunto: «Nel “mondo di sopra” sono tutti truffatori, tutti poco affidabili».

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