Mafia a Sorrento e nella penisola sorrentina.

Mafia a Sorrento e nella penisola sorrentina.Presenza ed attività insidiose perché sommerse e  forse non sufficientemente  attenzionate.Bisogna accentuare l’impegno per individuarle e denunciarle a chi di dovere.

MAFIE A SORRENTO E NELLA PENISOLA
SORRENTINA

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato sulle pagine
Facebook e sul sito dell’Associazione Caponnetto il
servizio che riproponiamo.
Il nostro intento era quello di  stimolare chi ci segue
ad incentrare la sua  attenzione – più che su problemi
politico-amministrativi che ci interessano fino ad un
certo punto  se non direttamente collegati con le
attività mafiose ma,piuttosto,a pratiche di malaffare
comune- su una presenza della camorra che appare
oltremodo insidiosa stante  la sua capacità di operare
in maniera sommersa,intelligente e tipica della mafia
“alta”,quella dei colletti bianchi e della borghesia
mafiosa.
Abbiamo letto attraverso le agenzie un lodevole
intervento del responsabile sorrentino del WWF,una
nobile associazione che noi dell’Associazione
Caponnetto stimiamo moltissimo per la sua serietà e
per la  bravura con le quali essa  affronta i temi di sua
competenza.
Vorremmo tanto che sul filone  tracciato dal WWF si
sviluppasse da parte di tutte le persone oneste di
Sorrento e di tutta l’area circostante  un dibattito che
servisse anche a noi per raccogliere elementi concreti
e precisi da sottoporre,poi,agli organi istituzionali per
affrontare seriamente il discorso  sulle attività della
camorra sul territorio.

Restiamo a disposizione per ricevere segnalazioni e
quant’altro anche in forma anonima ma purché
dettagliata e con riferimenti precisi,nomi e cognomi
compresi.

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Sorrento e la criminalità mafiosa delle facce pulite e dei colletti
bianchi.

inserito da Salvatore Caccaviello.
Una concreta e realistica analisi quella pubblicata su facebook da Elvio Di Cesare, Segretario
nazionale dell’ Associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, con la quale si delinea un quadro
alquanto preoccupante per il  nostro territorio. Il quale ,sebbene le nostre autorità con un certo
“coraggio” smentiscono, sembrerebbe sempre più oggetto di attenzione  da parte della malavita
organizzata. Le organizzazioni criminali continuamente tentano investire, spesso riuscendoci con
l’aiuto di propri infiltrati che talvolta potrebbero occupare sin anche posti di rilievo oppure tramite
personaggi all’apparenza al disopra di ogni sospetto,danaro frutto di attività illecite lungo i  territori
dalle economie in salute. Anche la penisola sorrentina dove fortunatamente anche quest’anno si è
dimostrato che il turismo è una risorsa che non soffre molto dell’attuale crisi economica,  potrebbe
essere senz’altro oggetto delle mire della criminalità organizzata. Un allarme  a cui, oltre alle
Istituzioni presenti sul territorio  cittadini, imprenditori onesti e perbene sono chiamati a riflettere e
porre, prima che sia troppo tardi, la propria attenzione. A tale proposito sarebbe bene ricordare le
parole di un dei più grandi eroi della lotta alla criminalità organizzata: “La mafia si caratterizza per la
sua rapidità nell’adeguare valori arcaici alle esigenze del presente, per la sua abilità nel confondersi
con la società civile, per l’uso dell’intimidazione e della violenza, per il numero e la statura criminale
dei suoi adepti, per la sua capacità ad essere sempre diversa e sempre uguale a se stessa”.  – Giovanni
Falcone, Cose di Cosa Nostra, 1991. (s.c.)
Mafie nell’area sorrentina e di Castellammare di Stabia. – di Elvio Di Cesare
Tempo fa abbiamo pubblicato sul sito web dell’Associazione Caponnetto un articolo con il quale
intendevamo lanciare un nostro grido di allarme sulle attività della criminalità organizzata sul territorio
di Sorrento e dell’intera area ad essa circostante e richiamare,inoltre, una particolare attenzione della

magistratura e delle forze dell’ordine su quell’area per eventualmente aiutarle e non lasciarle sole a
combattere contro una criminalità imprenditrice che si nasconde indossando …………..abiti puliti e
firmati.
Un amico ci ha descritto quel territorio come una sorta della “cuccia del cane che,dormendo sul
posto ,va a defecare fuori dal posto dove dorme”.
In sostanza egli ha voluto dire che “i clan stanno a Sorrento ,ma , un pò come il cane che va a fare i
suoi bisogni fuori dalla sua cuccia,vanno a commettere le violenze altrove”.
A Sorrento non fanno chiasso ed investono solamente montagne di capitali , comprando tutto.
Una camorra che assume il volto dell’imprenditore e che non spara.
Una camorra che si impossessa di quasi tutto,in tutti i settori economici,da quello alberghiero a
quello della ristorazione e dei bar ,da quello balneare a quello del gioco e del tempo libero o
dell’abbigliamento firmato. Magari, anzi sicuramente, utilizzando “facce pulite”,prestanome e mai
uno appartenente notoriamente ai clan che dominano il territorio.
Sorrento e il suo territorio distano poco più di una decina di chilometri da paesi e città come
Castellammare di Stabia,Gragnano,Pimonte,Santa Maria la Carità,S.Antonio Abate,dove la camorra é
padrona anche dell’aria che respiri ed esercita il suo dominio assoluto con tutti i mezzi,anche sparando.
Ed e’ assurdo pensare che essa abbia lasciato indenne un’area – quella della penisola sorrentina-
che,distando dieci o poco più chilometri,rappresenta un enclave dove poter investire i suoi miliardari
proventi illeciti.
In passato c’é stato da parte della società civile qualche tentativo di reazione a questo stato di cose.
Lo prova ,appunto,questo vecchio articolo che riportiamo: “A Sorrento e nella penisola sorrentina è
necessario ed urgente dar vita ad un particolare apparato di vigilanza. Su un territorio così ricco
la camorra è fortemente interessata e, ovviamente, presente ed attiva”.
Pubblicato 26 Agosto 2014 | Da admin 2 – Le rivelazioni degli investimenti della camorra stabiese in
penisola sorrentina arrivano dal pentimento del braccio destro di Enzo
D’Alessandro. E’……………… a raccontare come le scommesse e i
videopoker sono i principali settori di interessi per il riciclaggio
dei soldi sporchi.
“Onestamente è come se fosse stata scoperta l’acqua calda. In effettiè da anni che si sente il fiato sul
collo della malavita. La penisola sorrentina è una terra florida, invidiata ovunque. Ma che attira
interessi criminali a cui bisogna contrapporre un’energica e furiosa rivolta per far sì che qui si evitino
pericoli scongiurando il rischio che l’isola felice di una volta non torni mai più e diventi uno sbiadito
ricordo da conservare nei libri di storia”. È il commento,secco e preciso,del Presidente della
Commissione Trasparenza del Comune di Sorrento, Rosario Fiorentino. Che interviene a piedi uniti
nell’ampio dibattito politico riscoppiato negli ultimi giorni dopo le
nuove rivelazioni sui rapporti fra la criminalità e la penisola sorrentina. “C’è il timore che le cose
possano peggiorare, il ……………………., ha rilanciato l’appello ai sindaci: ovvero vigilare e
combattere di più le attività illecite. Proprio loro, i primi cittadini, nelle scorse settimane rispedirono al
mittente il disegno secondo il quale Sorrento e la penisola fossero accerchiate dalla camorra. Ma le
ultime notizie vanno in senso opposto. Qui, dunque, serve un cambio di marcia. Perché – sottolinea
Fiorentino – più passa il tempo e più si peggiora. Serve arginare la costiera in tutti i modi dagli
interessi della malavita. Non è semplice, ma è necessario scendere in campo con più vigore. Qui non
possiamo continuare a vivere con la presunzione che la penisola sorrentina sia una realtà
completamente distaccata da un circondario in cui la criminalità ha messo radici per poi espandersi lì
dove è possibile reinvestire con riscontri i propri proventi illeciti. Bisogna aprire un capitolo di
indagini sulla questione riciclo. Qui in penisola sorrentina mi pare che tale tematica sia di prioritaria
importanza. Siamo accerchiati. Le rivelazioni sull’espansione dei clan
a Sorrento sono decisive perché sconfessano le certezze dei sindaci confermando quel che dicevamo da
tempo: c’è un problema, grosso, da affrontare. In penisola la malavita si presenta sotto forme diverse
da quelle “abituali” in realtà così vicine. Occhio alle transazioni, alle
operazioni immobiliari, all’arrivo di capitali di dubbia matrice. Gli investimenti sono una valvola di
sfogo con cui la criminalit organizzata, in penisola, avanza giorno dopo giorno”. Ma c’è di più:
“Stiamo preparando – spiega il presidente della Commissione Trasparenza – un appello da rivolgere
alle istituzioni locali per coordinare un programma di lavoro costruttivo per salvaguardare l’identità
sana della penisola sorrentina da opporre ai malviventi che

tendono ad arrivare dalle nostre parti per fare affari. Dai processi
arrivano vere e proprie batoste per chi diceva che qui a Sorrento
bisognava stare sereni. Mi spiace che qualcuno si sia fatto portavoce
di messaggi sbugiardati in tutto e per tutto. Coalizziamo le forze sane della penisola, forze politiche e di
polizia, per lottare con tutte le nostre forze”. – Orbene ,non va dimenticato che l’Associazione
Caponnetto non é e non intende essere come molti altri sodalizi che – così come lamentava Paolo
Borsellino che molto spesso tutti invocano senza sapere nemmeno quello che egli abbia detto – si
limitano alla retorica addossando tutto il peso dell’azione pratica della lotta alle mafie sulle sole spalle
della magistratura e delle forze dell’ordine. Il fatto che la nostra Associazione si ispiri e porti il nome di
uno dei più grandi magistrati italiani,il “papa’ spirituale” proprio di Falcone e Borsellino,e
che,inoltre,abbia come suo Presidente onorario un altro grande magistrato la diversifica da tanti altri e la
induce a fare un tipo di antimafia “diverso” dall’usuale.
Pratico,operativo,incisivo e significativo.
Noi,dove siamo in grado,non lasciamo mai sole Magistratura e Forze dell’Ordine a combattere la
criminalità mafiosa ,sia essa quella militare e violenta,sia,soprattutto,quella economica.
E,quindi,politica ed anche,eventualmente,istituzionale.
Quella dei “colletti bianchi”.La più insidiosa!!
Il nostro lavoro si basa,quindi,su un’osservazione continua,sull’annotazione di ogni fatto e di ogni
fenomeno, e,infine,sulle “visure camerali”,’l’unico strumento,questo,per risalire a chi c’é “dietro”. Con
l’obiettivo di individuare i soggetti,diretti ed indiretti,pupi e pupari,per poi alla fine rendere partecipe chi
di dovere del frutto della nostra opera di ricerca.
Un lavoro,quello nostro, intelligente,profondo,di scavo continuo,anche costoso ,ma che si rende utile e
necessario dovunque e,soprattutto,laddove ci troviamo di fronte ad una camorra che non appare,non
visibile,una camorra dalla “faccia pulita”.
Per fare questo,però,abbiamo bisogno della collaborazione della gente perbene,di quella che ti segnala,
senza esporsi in prima persona. Ci esponiamo noi assicurando ad ognuno l’anonimato!
E’ un caldo appello,pertanto,che rivolgiamo a tutte le persone perbene di quel territorio.
Segnalataci ogni situazione,ogni fatto -anche sospetti -che può fornirci le basi per avviare delle ricerche.
Solo in tal modo si può iniziare un lavoro serio di contrasto alle attività dei clan fortemente radicati sul
territorio. Ottobre 2014 –  Elvio Di Cesare – Segretario Nazionale Associazione Antimafia
“Antonino Caponnetto”

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