Mafia a Pisa.” Le Torri sono un monumento all’infiltrazione mafiosa”

Mafia, indagato Bulgarella: “Le Torri sono il monumento all’infiltrazione mafiosa”

Sconcerto e rabbia nelle parole di Una città in comune-Prc e Progetto Rebeldìa che accusano la classe dirigente di aver accolto a braccia aperte i costruttori in città. “Lo scempio delle Torri di Bulgarella cessi immediatamente” dicono da Rebeldìa.

Mafia: indagato Bulgarella a Pisa

“Si tratta di un fatto senza precedenti: un intreccio malavitoso tra mafia, costruttori e banche ha il suo epicentro nella nostra città. E’ questo quello che emerge dalla indagini della Direzione Antimafia e che vede coinvolti l’imprenditore Andrea Bulgarella, il grande capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro e il numero due di Unicredit Fabrizio Palenzona. Al centro delle indagini proprio le attività del grande costruttore che in questi anni ha versato tonnellate di cemento anche sulla nostra città grazie ad ‘… accertati legami con ambienti di ‘cosa nostra’ trapanese, ma anche dai molteplici rapporti che da tempo intrattiene con alti dirigenti di banca, funzionari e amministratori pubblici, oltre che con il mondo della politica, della stampa e con soggetti gravitanti in contesti massonici (dal decreto di perquisizione del 30 settembre 2015 )'”. E’ la lista Una città in comune – Prc ad esprimere tutto il proprio sconcerto per le indagini su presunti legami con la mafia che riguardano il costruttore Andrea Bulgarella.

“A più riprese in questi anni non solo ci siamo decisamente opposti ai cantieri delle colonie a Calambrone come alla costruzione del Tower Plaza, dai Frati Bigi fino all’ecomostro rappresentato dal Parco delle Torri ma ne abbiamo denunciato a più riprese il carattere speculativo – proseguono da Ucic-Prc – come poteva un imprenditore con tutti i cantier ‘a rimessa’ non andare in fallimento? Gli interessi mafiosi trovano anche nel cemento il loro terreno più fertile e a più riprese abbiamo lanciato un allarme che è rimasto a troppe orecchie inascoltato. Sappiamo bene che la nostra città, come la Toscana tutta, ha avuto un incremento consistente dell’attività e del radicamento della criminalità organizzata”. “Purtroppo in questi anni l’amministrazione comunale invece ha steso tappeti rossi e assecondato ogni appetito dei costruttori in nome dello sviluppo economico della città: grandi speculazioni private in cambio di qualche opera pubblica, urbanizzazioni, arredi urbani – sottolineano – oggi diventa drammaticamente chiaro a tutti che si è trattato di una scelta non solo sbagliata, ma irresponsabile, e temiamo seriamente di pagarne conseguenze”.

 

E le Torri incompiute di Bulgarella a Cisanello diventano così l’emblema dell’impero del costruttore, sul quale ora aleggia il dubbio della legalità. “Dopo le sconvolgenti notizie di ieri, l’auspicio non può essere che uno: lo scempio delle Torri di Bulgarella cessi immediatamente. Lo scheletro di un investimento sciagurato, supportato più volte e in più modi dalla gran cassa dell’amministrazione comunale, sia abbattuto senza indugio – dicono da Rebeldìa – le Torri di Bulgarella sono il monumento all’infiltrazione mafiosa nella nostra città, sono il sacrario osceno posto a monito di chiunque voglia ancora pensare a un mondo, oppure semplicemente a una città, governata secondo principi di giustizia e di onestà. Sono l’atto di violenza supremo, un tabù che nessuno si sarebbe mai sognato di dover subire con una simile leggerezza. Le Torri di Bulgarella sono il segno tangibile della cecità colpevole di una classe dirigente che stava a guardare, mentre i soldi della mafia – la nemesi più crudele della nostra epoca – inquinavano i cantieri pisani”. “Oggi più che mai – concludono – la vista di quel monumento è insostenibile e va censurata senza appello”.

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