Mafia a Palermo, condanne per 4 secoli di carcere a boss e gregari della nuova cupola di cosa nostra: i nomi

Mafia a Palermo, condanne per 4 secoli di carcere a boss e gregari della nuova cupola di cosa nostra: i nomi

03 Dicembre 2020

Il gup di Palermo ha condannato complessivamente a oltre 400 anni di carcere boss, colonnelli e gregari di cosa nostra arrestati due anni fa nell’ambito di un’inchiesta della Dda del capoluogo sui clan mafiosi palermitani. L’indagine svelò, tra l’altro, il progetto delle cosche di ricostituire la commissione provinciale di cosa nostra.

A due anni esatti dal blitz Cupola 2.0 arriva dunque oggi la sentenza per boss e gregari di cosa nostra palermitana che avevano ricostituito, nel maggio 2018, la commissione provinciale dopo la morte del boss dei boss, il corleonese Totò Riina.

La sentenza con il rito abbreviato è stata pronunciata oggi nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dal gup Rosario Di Gioia, nei confronti di 56 imputati. Il gup ha condannato a 16 anni di carcere Settimo Mineo, il ‘padrino’ designato, a 27 anni (in continuazione) Calogero Lo Piccolo, a 15 anni e 4 mesi Gregorio Di Giovanni e a 12 Leandro Greco, nipote del ‘papa’ di cosa nostra, Michele Greco.

I condannati sono stati 47, 9 gli assolti. Nel febbraio scorso, al termine della requisitoria, l’accusa aveva chiesto condanne per circa 7 secoli per i 56 imputati che avevano optato per il rito abbreviato.

Tra questi il nuovo capo della commissione, l’anziano Settimo Mineo, 82 anni, capo mandamento di Pagliarelli che riuscì, il 29 maggio del 2018, in una località segreta, a far sedere attorno al tavolo i capi dei mandamenti di Palermo e della provincia tra cui Francesco Colletti (capo mandamento di Villabate), Filippo Bisconti (capo mandamento di Belmonte Mezzagno), Gregorio Di Giovanni (capo mandamento di Porta Nuova), Leandro Greco e Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore e fratello di Sandro, i ras di San Lorenzo.

Il gup ha assolto nove persone: Giacomo Alaimo, Gioacchino Badagliacca; Giusto Giordano, Rosolino Mirabella; Andrea Mirino; Massimo Mulè, Nicolò Orlando; Pietro Scafidi; Giusto Sucato. Un imputato, Vincenzo Sucato, è deceduto.

Ecco l’elenco delle condanne (tra cui i collaboratori Bisconti, Colletti, Mammì e Macaluso che hanno beneficiato dell’attenuante prevista dalla legge): Stefano Albanese: 9 anni e 2 mesi; Filippo Annatelli, 13 anni e 4 mesi; Filippo Bisconti, 6 anni; Giuseppe Bonanno, 5 anni e 8 mesi; Carmelo Cacocciola, 7 anni; Giovanni Cancemi, 8 anni; Francesco Caponetto, 13 anni e 4 mesi; Francesco Colletti, 6 anni e 6 mesi; Giovanna Comito, 1 anno e 8 mesi, Giuseppe Costa, 9 anni; Maurizio Crinò, 10 anni; Filippo Cusimano, 9 anni e 4 mesi; Rubens D’Agostino, 10 anni; Gregorio Di Giovanni, 15 anni e 4 mesi; Filippo Di Pisa, 8 anni e 8 mesi; Andrea Ferrante, 8 anni; Salvatore Ferrante, 2 anni e 8 mesi; Vincenzo Ganci, 8 anni e 8 mesi; Michele Grasso, 8 anni e 8 mesi; Leandro Greco, 12 anni; Marco la Rosa, 6 anni e 8 mesi; Gaetano Leto, 12 anni e 8 mesi; Erasmo Lo Bello, 12 anni; Calogero Lo Piccolo, 27 anni (in continuazione); Sergio Macaluso, 2 anni; Michele Madonia, 8 anni e 8 mesi; Umberto Maiorana, 1 anno e 8 mesi; Domenico Mammì, 2 anni; Giusto Francesco Mangiapane, 8 anni; Matteo Maniscalco, 6 anni e 8 mesi; Luigi Marino, 6 anni e 8 mesi; Giovanni Antonio Maranto, 2 anni; Fabio Messicati Vitale, 12 anni (in continuazione); Giovanni Salvatore Migliore, 8 anni e 8 mesi; Settimo Mineo, 16 anni; Salvatore Mirino, 9 anni e 4 mesi; Domenico Nocilla, 9 anni e 8 mesi; Salvatore Pispicia, 12 anni; Gaspare Rizzuto, 12 anni e 4 mesi; Michele Rubino, 10 anni e 8 mesi; Giovanni Salerno, 10 anni e 6 mesi; Salvatore Sciarabba, 14 anni; 13 anni e 4 mesi (in continuazione); Giovanni Sirchia, 8 anni; Salvatore Sorrentino, 12 anni e 8 mesi; Salvatore Troia, 9 anni.

Nel dispositivo della sentenza, il gup di Palermo ha anche disposto il risarcimento dei danni (da liquidare in separata sede) e il pagamento delle spese legali in favore delle parti civili: i Comuni di Ficarazzi, Misilmeri, Villabate, l’associazione nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto, Centro Studi Pio La Torre Onlus, Confcommercio Imprese per l’Italia Palermo, Sos Impresa Rete per la legalità-Sicilia, Sicindustria, Solidar1a s.c.s. onlus, Comitato Addiopizzo, Confartigianato Palermo.

Ai Comuni riconosciute le spese legali per 2.500 euro ciascuno; alle associazioni 5 mila euro, oltre a 2.500 euro per spese legali. Disposta inoltre la confisca dell’impresa individuale «Maiorana Umberto» e dell’impresa individuale «G.L. Transport srl.

Fonte:https://palermo.gds.it/

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