Mafia a Civitavecchia: indagini della Dda su appalti, riciclaggio e acquisti

Nel territorio di Civitavecchia sono in corso molte indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, ovviamente coperte dal segreto istruttorio, e che riguardano fondamentalmente tre filoni di inchiesta: gli appalti, il riciclaggio e gli acquisti. Si precisano ulteriormente i contenuti dell’audizione svoltasi la scorsa settimana presso la Commissione regionale sulla sicurezza e il contrasto all’usura, alla quale hanno preso parte istituzioni locali e associazioni. Tra queste anche l’associazione antimafia “Antonio Caponnetto”. Come hanno riferito i suoi rappresentanti, direttamente interpellati sull’argomento, è stato lo stesso procuratore aggiunto di Roma, capo della Direzione Distrettuale Antimafia, Giancarlo Capaldo, ad accennare al lavoro dell’Antimafia a Civitavecchia precisando, come del resto è già stato riferito, che la presenza della mafia in città è stata accertata. Ma con quali caratteristiche si presenta sul territorio? L’associazione Caponnetto riferisce ancora le parole di Capaldo. Si registrerebbero due tipi di presenze. La prima è quella costituita dalle famiglie di clan che sono risultati perdenti nel proprio territorio di origine e che tendono a radicarsi nelle nuove zone con le stesse caratteristiche della situazione di provenienza. La seconda tipologia è quella invece di clan vincenti, che non sono militarizzati e che operano nel settore del riciclaggio investendo in settori di grande pregio. In queste attività spesso vengono a contatto anche con l’imprenditoria sana del territorio che, in alcuni casi, è addirittura ignara di collaborare con società riconducibili alla malavita e i cui capitali presentano una provenienza illecita. In questo contesto, quindi, è giocoforza che il grosso del lavoro vada compiuto sul piano del controllo istituzionale, con specifico riferimento agli appalti. Ma nel corso dell’audizione sarebbe emerso anche un altro aspetto molto significativo che riguarda il lavoro della Magistratura inquirente a Civitavecchia. Ne ha parlato – spiegano ancora dalla Caponnetto – il sostituto procuratore, Giuseppe Deodato, il quale ha spiegato che le presenze malavitose si nascondono dietro prestanome puliti e che le attività investigative in questo settore richiedono risorse in termini di personale delle quali la Procura di Civitavecchia purtroppo non dispone e di cui avrebbe grandissimo bisogno.

Katia Trombetta
(Tratto da TRC Giornale)

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