Mafia, 11 mila beni confiscati

Tre mila aspettano di essere consegnati. 5.262 quelli consegnati. Tra i beni ci sono anche 1.306 aziende. E’ la Sicilia a detenere il primato con 4.918. Seguono Calabria e Campania

Sono circa 11mila i beni confiscati alla criminalità organizzata in Italia, 5.262 quelli destinati e consegnati e quasi 3 mila quelli in seno allo Stato in attesa di essere destinati. È quanto riportano i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che questa mattina ha inaugurato la seconda sede a Roma a due passi da Montecitorio, in via dei Prefetti, 22. Secondo i dati, aggiornati al 7 giugno 2010, tra i beni confiscati alle mafie ci sono anche 1.306 aziende. Sul panorama nazionale è la Sicilia a detenere il primato con 4.918 beni confiscati (di cui poco più di 500 aziende), seguita da Calabria e Campania con più di 1.500 beni sottratti alla criminalità e la Lombardia circa 900. In fondo alla classifica l’Umbria con un’azienda soltanto e la Valle d’Aosta che non ha nel proprio territorio nessun bene confiscato. Stilando una classifica delle province è Palermo a piazzarsi al primo posto con più di 3 mila beni confiscati, a cui segue Reggio Calabria con poco più di mille e Napoli con 888 beni. Seguono città come Catania (584), Milano (530) e Caserta (459).

A Roma sono 378. Per quanto riguarda i beni destinati e consegnati, tra i destinatari primi i Comuni, le Province e le Regioni con oltre 4500 beni, seguono quelli destinati alla sicurezza e al soccorso (572) e 97 ai Ministeri, altri 12 destinati per varie attività. Infine i dati della ‘gestione Morcone’ dei beni confiscati, cioè dalla nascita dell’Agenzia nazionale affidata proprio al prefetto Mario Morcone: da maggio di quest’anno, il numero di beni confiscati destinati è pari a 114. Al primo posto la Sicilia con 74 beni destinati, seguono Campania e Calabria con 11 e 10 beni, poi Lombardia (8), Abruzzo (7) e Puglia (4). Simbolica la destinazione del primo bene destinato dalla nuova Agenzia, si tratta di un fabbricato sottratto a Tano Badalamenti a Cinisi, in provincia di Palermo, e affidato all’associazione culturale “Peppino Impastato” che oggi ospita anche la sede della biblioteca comunale del Comune di Cinisi.

(Tratto da Rassegna.it)

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