MADDALONI, LABORATORIO DI CAMORRA

MADDALONI, LABORATORIO DI CAMORRA. Salvatore Esposito Medigas, imprenditore tutto fare: paga la tangente, organizza una mediazione tra il boss e il bar Del Monaco, distribuisce le cialde Borbone e buste paga ad Antonio Farina che le trasforma in fiammanti Bmw

Approfondire le storie, pur recenti, del clan, serve a capire in che terreno di coltura sociale , in che modello di convivenza degenerato e aberrante si siano sviluppati e abbiano proliferato orde di criminali

MADDALONI – Nel nostro girovagare tra le varie camorre casertane, cogliamo molti elementi di attività, ma anche qualche elemento peculiare, originale. Quella maddalonese, per esempio, ha sviluppato una caratteristica che, pur essendo presente anche nel clan dei Casalesi e tra i Belforte e, in quella mondragonese, non sembra essere così diffusa e così marcata, come è stata a Maddaloni, dove emerge, quasi come figura tipica, quella dell’imprenditore, potremmo dire, “tutto essere”, ancor prima di tutto fare: vittima del clan, in quanto oggetto di estorsione, ma anche carnefice, complice, comunque, agenzia di consenso rispetto al regime di convivenza imposto dalla criminalità organizzata.

E forse anche per questo ci siamo imbattuti in decine e decine di interrogatori, di imprenditori che hanno negato anche davanti all’evidenza, all’evidenza delle dichiarazioni corrispondenti e sovrapponibili dei capiclan divenuti nel frattempo, collaboratori di giustizia, di essere stati vittime di estorsioni. Questo, forse perché hanno svolto una funziona passiva, ma anche attiva, che, ad un certo punto hanno temuto potesse creare loro guai di tipo giudiziario.

Esemplare, è il caso di un imprenditore non sconosciuto ai lettori di Casertace, che l’hanno incrociato nell’ultima ordinanza, quella dedicata soprattutto alla famiglia Lai. Si tratta di Salvatore Esposito, detto Salvatore Medigas, dal nome dell’azienda di famiglia, con interessi anche nel settore del caffé, visto che è stato esclusivista delle cialde del caffé Borbone nella città di Maddaloni.

Ebbene, Salvatore Esposito paga le estorsioni, ma è anche considerato dal boss Antonio Farina, un suo amico, uno pronto a redigere buste paga false, insieme a Gerardo il mozzarellaro, negozio ai giardinetti di fronte al bar Gazebo, affinché lo stesso Farina, già gratificato di sconti, nell’ordine del 20 e 30% potesse coltivare la sua passione di vero e proprio collezionista di Bmw.

Ma Farina racconta di Esposito anche altro e cioè che Esposito gli avrebbe dato anche una mano per le estorsioni, citando soprattutto un caso, la mediazione, avvenuto nell’anno 2004 con i titolari del notissimo Bar Del Monaco, che poi sta sempre là ai Giardinetti, ad un passo dal bar Gazebo e ad un passo da Gerardo il mozzarellaro.

G.G.

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DI UNO STRALCIO DELL’ORDINAZA

 

Farina
          Medigas

Medigas2

PUBBLICATO IL: 4 giugno 2016 ALLE ORE 19:56 fonte:www.casertace.net

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