MADDALONI. Gli imprenditori della città stroncati dal pm della Dda: “La camorra sopravvive grazie all’ignavia della locale classe imprenditoriale.”

MADDALONI. Gli imprenditori della città stroncati dal pm della Dda: “La camorra sopravvive grazie all’ignavia della locale classe imprenditoriale.”

MADDALONI. Gli imprenditori della città stroncati dal pm della Dda: “La camorra sopravvive grazie all’ignavia della locale classe imprenditoriale.” I casi dei tombinari D’Orso, di Francesco Pascarella e di Pasquale Ardolino

In calce all’articolo lo stralcio integrale del testo dell’ordinanza

MADDALONI – I tombini della famiglia D’Orso, Pasquale Ardolino, titolare di un grande ingrosso di detersivi nei pressi della Statale Appia e Francesco Pascarella titolare di un noto negozio di abbigliamento con un passato da imprenditore edile.

Lo spettacolo è sempre lo stesso. A camorristi in galera, a boss pentiti omertà e bugie davanti all’autorità giudiziaria. Attenzione non è solo una nostra impressione perchè mano mano che leggiamo i vati passi dei documenti giudiziari relativi alla camorra di Maddaloni, ci imbattiamo in giudizi sempre più duri da parte della magistratura nei confronti degli imprenditori locali.

Non ci credete? Controllate in calce se quello che stiamo per scrivere risponda o meno a verità. Il pm della Dda scrive, a conclusione della testimonianza di Salvatore D’Orso e di suo fratello al seguente frase: “Le citate dichiarazioni, chiaramente addomesticate, evidenziano la persistente operatività del sodalizio criminale maddalonese che sopravvive grazie all’ignavia della locale classe imprenditoriale.”

Qualche imprenditore tipo Pascarella, qualcosa ammette sul proprio ruolo dio vittima anche perchè lui ha subito effettivamente un attentato intimidatorio visto e considerato che le vetrine del suo negozio sono state attinte da una sventagliata di proiettili. Sempre D’Orso tratteggia una scenetta quasi idilliaca con questo giovane, dice lui, “tutt’altro che minaccioso” che chiede con educazione dei soldi e ricevendo un diniego, con molta tranquillità e senso di civiltà va via senza dire nemmeno una parola e senza formulare alcuna minaccia.

Non solo ma nel racconto fantasmagorico di D’Orso sarebbe bastato quel suo semplice rifiuto ad allontanare per sempre la camorra dalla sua attività. Sempre D’Orso che quasi quasi si commuove davanti a tanta educazione e generosità da parte dei camorristi, racconta che qualche volta ha pagato però lamentandosi della crisi avrebbe incrociato una lamentela speculare quanto solidale di questo giovane camorrista che lo avrebbe quasi implorato di pagargli la rata di Natale, garantendogli, nel contempo, che non sarebbe passato a Pasqua, come poi effettivamente avvenne sempre secondo il racconto dei due fratelli dei tombini.

Quadro assolutamente sconfortante, i pm naturalmente bollano con parole chiare e dirette con false anche le dichiarazioni rese da Francesco Pascarella e da Pasquale Ardolino.

G.G.

 

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