MADDALONI. Ecco come Sergio Marone e Antonio Miniero hanno incastrato i vari Ciuccitto, Jolì e La Manna. Due casi che ci riportano alle parole del giudice Raffaele Cantone

MADDALONI. Ecco come Sergio Marone e Antonio Miniero hanno incastrato i vari Ciuccitto, Jolì e La Manna. Due casi che ci riportano alle parole del giudice Raffaele Cantone

Nei giorni scorsi il magistrato napoletano si era pronunciato a favore della liberalizzazione delle droghe leggere affrontando proprio il caso di persone, costrette dalla dipendenza, ad entrare in contatto e a consolidare nel tempo i rapporti con la malavita degli spacciatori. In calce all’articolo lo stralcio del documento contenente le dichiarazioni dei citati Marone e Miniero


MADDALONI – Il finale del lungo documento giudiziario, una sorta di “opera magna” di sintesi della vita e delle opere dei maggiori e dei minori rappresentanti della camorra maddalonese, tira le somme, limitatamente alla parte relativa al traffico e allo spaccio di stupefacenti, attraverso le testimonianze di quei personaggi, la cui dipendenza dalla droga, ha finito per immettere in un circuito vizioso. Appartengono, precisamente a quella categoria di persone per le quali il giudice Raffaele Cantone, oggi responsabile dell’Anac, ha citato come motivo principale che lo ha indotto a dichiararsi, contrariamente a molti sui colleghi magistrati, tra cui si annoverano i nomi prestigiosi di Gratteri e di Catello Maresca, favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere, giovani che non sono da considerare tecnicamente degli spacciatori, ma che hanno creato un rapporto personale con questi ultimi, in funzione della loro dipendenza.

In poche parole, giovani che la necessità di approvvigionarsi dello stupefacente nel mercato clandestino rende culturalmente ed emotivamente organici a chi spaccia.

E allora, le figure di Sergio Marone e di Antonio Miniero sembrano assomigliare a questa particolare categoria di soggetti. Quando sono al cospetto delle forze dell’ordine che li interrogano non possono negare l’evidenza di quelle intercettazioni. Certo, dicono più volte che le stecchette di hashish gli erano fornite gratuitamente. E forse questo non è del tutto vero. Ma fanno i nomi dei vari La Manna, Di Caprio detto o’ciuccitt e dell’onnipresente Jolì, al secolo Salouh Briouk e della sa fidanzata dell’est europeo.

Il resto lo leggete nello stralcio che pubblichiamo in calce.

G.G.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL’INFORMATIVA

 

uno

 

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quattr

 

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PUBBLICATO IL: 22 agosto 2016 ALLE ORE 18:30

fonte:www.caserta ce».

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