Ma si sta facendo veramente la lotta alle mafie???

E’ LA STRADA DA SEGUIRE: INDAGINI PATRIMONIALI, SUGLI INVESTIMENTI E, POI, SEQUESTRI E CONFISCHE

Questa è la strada da seguire, se si vuole fare seriamente la lotta alle mafie.

La seguono in pochi, purtroppo, perché, per lo più, nell’azione di contrasto della criminalità organizzata si segue ancora ed esclusivamente una logica da… “ordine pubblico”, quella, per capirci, che si usa con i delinquenti comuni.

Ma i mafiosi, oggi, non sono più – o quanto meno, non sono solo – delinquenti comuni.

I mafiosi, oggi, sono esponenti politici, ingegneri, architetti, medici, avvocati, notai, dirigenti ed impiegati di banca, alti funzionari dello Stato, parlamentari ecc. ecc.

I “colletti bianchi”, insomma.

Gli “insospettabili”, quelli della porta – pardon, della villa – accanto.

Un alto ufficiale della Guardia di Finanza, da noi incontrato a Milano qualche mese fa, ci raccontava “come” egli aveva cominciato ad operare in una provincia del sud del Paese: partendo dallo studio comparato del basso reddito della gran parte della popolazione e, al contempo, dall’alto numero dei SUV e dei MERCEDES in circolazione.

Acquisito l’elenco dei proprietari di quelle macchine di lusso, egli è giunto a dipanare il bandolo della matassa.

La cosa più elementare.

Mafiosi sconosciuti all’Ufficio delle Entrate scoperti quali possessori di beni per milioni di euro.

Se facessero tutti così, si scoprirebbero evasori e mafiosi.

Purtroppo, lo fanno in pochi.

Lo fa il Questore D’Angelo a Latina; lo fa il Col. Salato della GDF a Frosinone.

Ma gli altri?

Gli strumenti per combattere le mafie, volendo, ci sono.

Basta volerlo.

Tutto qua.

Il problema dei problemi è che alcuni preferiscono… volare basso, non alzare lo sguardo ai piani alti, non colpire “colletti bianchi”, politici, amministratori della cosa pubblica.

Nella politica, nelle istituzioni, nelle professioni si annidano i veri mafiosi, quelli più pericolosi perché sono quelli che “contano”, fanno le leggi, fanno i piani regolatori ad uso e consumo dei mafiosi, concedono autorizzazioni e concessioni e via via così.

E questa non è lotta alle mafie.

E’ il contrario: fiancheggiamento, contiguità, se non collusione.

Oggettivamente, fino a prova contraria.

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