Ma quanti omicidi probabilmente riconducibili alla criminalità organizzata ci sono stati in provincia di Latina e dei quali non se ne parla più???

Don Boschin, ma anche Mosa, Maio, tutti “casi” irrisolti, presumibilmente legati a situazioni riconducibili alla criminalità organizzata.

Alle mafie.

Eravamo a Latina nella redazione dell’“Avvenire” molti anni fa quando ci giunse un comunicato dall’Ufficio Stampa dell’allora Sindaco Finestra che parlava del ritrovamento a Borgo Montello di alcuni grandi contenitori metallici nei quali probabilmente erano state interrate sostanze tossiche che, dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone (e di Gaetano Vassallo), potrebbero essere addirittura radioattive.

Riportiamo la notizia perché tale interramento da parte della camorra potrebbe trovare delle interrelazioni con l’assassinio del parroco di Borgo Montello Don Cesare Boschin.

Un assassinio di camorra, quindi, quello di Don Cesare Boschin?

Non lo escludiamo, considerato, peraltro, che in provincia di Latina potrebbe non essere l’unico.

Ma proprio noi che abbiamo avuto l’onore di conoscere in vita quel vecchio parroco, non vorremmo offendere la sua memoria se osiamo affermare che non è giusto ed umano, oltre che cristiano, parlare solo di lui.

Don Ciotti e Libera di quell’evento doloroso ne hanno fatto giustamente un loro vessillo nella lotta alle mafie in provincia di Latina.

E noi, a scanso di equivoci, condividiamo ed apprezziamo il loro impegno perché anche noi sentiamo tutto il peso della vergogna di cui siamo tutti vittime per non aver potuto sapere, ad oggi, le ragioni di quell’assassinio e, soprattutto, i nomi di mandanti ed esecutori.

Ma non dimentichiamo anche gli assassini dell’avvocato Maio ad Aprilia, dell’avv. Mosa a Sabaudia e, mutatis mutandis, considerato il contesto in cui è avvenuto- perché no?, – il suicidio del capitano Conti a Fondi.

Potrebbero essere tutti “casi” di eventi luttuosi legati, direttamente od indirettamente, a situazioni riconducibili alla criminalità organizzata.

Fino a quando non verranno scoperte le ragioni che li hanno determinati non si può escludere alcuna ipotesi.

Abbiamo, quindi, apprezzato tantissimo l’inchiesta fatta da “La Voce delle Voci” sulla morte dell’ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi e sui misteri che la circondano.

Due anni fa si è rivolto a noi un professore di una nota Università inglese, Thomas Behan, per chiederci di aiutarlo a scrivere un saggio su tutti questi eventi luttuosi probabilmente legati alla presenza mafiosa in provincia di Latina.

Gli dichiarammo la nostra disponibilità e restammo d’accordo che lo avremmo ospitato per tutto il tempo necessario a raccogliere le notizie necessarie.

A settembre dell’anno scorso egli avrebbe dovuto raggiungerci, ma, purtroppo, è deceduto qualche mese prima.

E, così, se non fosse per “La Voce delle Voci”, oggi nessun altro giornale, nessun altro cronista, fanno il benché minimo riferimento a persone della provincia di Latina che hanno rimesso la loro vita per essersi sfortunatamente imbattute in criminali senza scrupoli.

Sembra quasi che ci sia qualcuno che ha imposto di non parlarne più.

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