Ma cos’é l’Associazione Caponnetto? Non vogliamo e né ci interessa essere migliori o peggiori di altri. Noi siamo rispettosi di tutti e, quando diciamo tutti, diciamo tutti. Ma siamo fieri di essere quello che siamo. Avversati, invidiati o quant’altro del genere, non ci interessa. Siamo l’Associazione Caponnetto e basta! Piaccia o non piaccia a taluni.

Il nome che ci siamo dati, 15 anni fa quando è nata l’Associazione Caponnetto, ed ancora quelli dei nostri Presidenti Onorari -prima quello del Testimone di Giustizia Ignazio Cutrò ed ora quello del Giudice Antonio Esposito, il Magistrato che ha presieduto il Collegio della Suprema Corte di Cassazione che ha condannato Berlusconi- rappresentano il miglior biglietto da visita per comprendere CHI siamo noi.
CHI siamo e DOVE vogliamo andare.
E COSA vogliamo fare.
Noi abbiamo i nostri obiettivi che si condensano in poche, pochissime parole:
LOTTA SENZA QUARTIERE AI MAFIOSI ED AGLI AMICI DEI MAFIOSI ANNIDATI NELLA POLITICA E NELLE ISTITUZIONI.
Punto.
Non siamo asserviti nè a partiti politici né a gruppi di interesse.
Non abbiamo mai cercato ed esaltato la QUANTITA’, ma, al contrario, portiamo avanti il discorso della QUALITA’.
Non per essere elitari, ma perché sappiamo che la lotta alle mafie è una cosa seria, molto seria ed impegnativa e, pertanto, servono persone operative, persone serie e che parlano poco ma che agiscono.
Persone che sanno di cosa stiamo parlando e cosa sono le mafie.
Il prestigio che ci siamo conquistati in 15 anni di lotte, di sacrifici, avversati da molti che hanno tentato e tentano di
avversarci, ci deriva dal nostro lavoro silenzioso, dai nostri atti, da taluni documenti giudiziari nei quali ci si dà atto di aver favorito la cattura di numerosi boss.
Atti, non parole.
Non abbiamo mai voluto definirci migliori o peggiori di altri e siamo stati e siamo rispettosi di tutti.
Non ci interessano le polemiche con chicchessia.
E questo, sia per la nostra serietà, personale e dell’ Associazione, sia perché siamo consapevoli del peso e della durezza della lotta che stiamo portando avanti da 15 anni in qua.
Una lotta dura, piena di pericoli, che affrontiamo senza l’aiuto di chicchessia, da soli.
Ambizioni politiche, manie di protagonismo e quant’altro non fanno parte del nostro stile di vita e del nostro modo di operare.
Non ci appartengono.
Non siamo mai stati selettivi nell’accogliere le persone che ci hanno chiesto e ci chiedono di aderire all’Associazione Caponnetto, ma la selezione avviene da sé, automaticamente, perché tutti sanno che noi cerchiamo COMBATTENTI e non parolai.
Cerchiamo ed accogliamo persone non fuorviate da finalità politiche o personali perché i nostri nemici sono i mafiosi e con i mafiosi – che sono tanti, tantissimi e che possono infiltrarsi anche
in mezzo a noi, come abbiamo rischiato in passato- non si scherza.
Siamo, sì, sostenitori della QUALITA’ perché gli iscritti all’Associazione Caponnetto debbono sentirsi orgogliosi della loro appartenenza ad un soggetto operativo.
Un soggetto che dovunque si presenta, nei Ministeri, nei Tribunali, nelle Procure, nelle caserme, è rispettato ed accolto perché tutti sanno QUELLO che noi facciamo.
Certo – e lo sappiamo bene- questo può provocare, come provoca, fastidio a taluni perché siamo diventati, nostro malgrado, pietra di paragone.
Il nostro continuo dire che l’antimafia si fa con l’INDAGINE e la DENUNCIA e non solo con le commemorazioni, gli appelli, le sfilate, il racconto di cose passate – pur necessari ma non incisivi sull’azione che va quotidianamente svolta, oggi, domani – dà fastidio a chi non l’intende così.
Ma ciò non ci distoglie e non può e non deve distoglierci dal DOVERE di perseguire i nostri obiettivi.
Che sono quelli, unici, di combattere i mafiosi e basta.
Abbiamo parlato e parliamo di QUALITA’, certo.
E ne andiamo fieri.
Qualità nelle indagini, qualità nei processi, qualità nelle associazioni, qualità nella società civile.
Ce lo impone la realtà.
Non lo facciamo per essere migliori o peggiori di altri – non siamo seguaci di Pareto e degli elitari -, ma ce lo impongono le circostanze.
I fatti.
La situazione.
E, se ce lo consentite, ce lo impongono i nomi delle persone alle quali ci ispiriamo, che ci guidano, ci ascoltano ed apprezzano.
Il 13 luglio u. s. abbiamo promosso un Convegno a Terracina, in provincia di Latina, sulla QUALITA’, sotto la presidenza del Giudice Antonio Esposito e con la partecipazione di Dirigenti ed alti Ufficiali delle forze di polizia.
Un pugno nell’occhio di molti.
Oggi le mafie sono altamente QUALITATIVE e noi non possiamo e dobbiamo essere da meno.
Esse hanno fior di professionisti, di colletti bianchi, di impresari, direttori di banche, parlamentari, uomini di governo, sindaci, amministratori pubblici.
Che non possono essere individuati e colpiti da quattro assoldati all’esercito di Franceschiello dediti agli strombazzamenti o, peggio, alla cura di interessi che nulla hanno a che fare con la lotta alle organizzazioni criminali.
Taluni vengono da noi e, poi, se ne vanno perché constatano che la lotta che noi facciamo è dura, impegnativa, difficile e riconoscono di non esserne all’altezza.
Ma non possiamo farci niente.
Questa è la “selezione” di cui parliamo, una selezione non imposta, ma naturale, imposta dalle cose.
Quelli che restano, però, veramente possono essere definiti i MIGLIORI.
E non lo diciamo noi, per vanteria, spirito di protagonismo od altre bassezze del genere, ma semplicemente perché è la realtà.
Si tratta di COMBATTENTI con la C maiuscola.
E di questo, sì, andiamo fieri.

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