Ma cosa dice il rappresentante di SOS IMPRESA di Formia? La sua visione riduzionista e minimalista in materia di lotta alle mafie è la stessa di tutti coloro che si sono resi responsabili del radicamento delle mafie nel sud pontino e nel Basso Lazio. “Le indagini le debbono fare solo le forze dell’ordine”, dice il rappresentante di SOS IMPRESA CONFESERCENTI.. Senza indagine, invece, non si può fare antimafia!!!

L’uscita infelice del rappresentante di SOS IMPRESA – CONFESERCENTI di Formia che ha voluto attaccare l’ Associazione Caponnetto a proposito della nostra attività di indagine e di denuncia, ha messo in evidenza ancora una volta l’esistenza di due visioni contrapposte del “come” combattere la criminalità.
SOS IMPRESA -CONFESERCENTI è un’associazione di categoria storicamente vicina al PCI poi DS ed ora PD.
Essa non è un’associazione antimafia e si occupa essenzialmente di lotta all’usura, che, com’è noto, non sempre è associata alla mafia.
L’usuraio, infatti, non sempre fa riferimento alle organizzazioni mafiose.
Usuraio può essere l’uomo della porta accanto, il vigile urbano, il pizzicagnolo, l’impiegato di banca o chiunque altro.
E, comunque, il fenomeno dell’usura va visto a sè e non va di certo inquadrato al 100% in quello più ampio della mafia, soprattutto in aree geografiche dalle dimensioni non ampie, qual’è il sud pontino, dove la camorra e le altre mafie, a parte Fondi, in genere non praticano l’usura ma si limitano a fare grossa attività di riciclaggio investendo nei settori del commercio, dell’edilizia ed attività connesse, della ristorazione e dei bar, dei locali notturni, di gioco e scommesse.
Chi è impegnato nella lotta all’usura in genere attende che l’usurato si rechi allo sportello antiusura a denunciare l’usuraio.
Un’azione a posteriori, del “dopo”, come avviene, d’altronde, anche
nel campo dell’antimafia dove ci sono coloro che intervengono
“dopo” quando, cioè, la mafia si è già insediata e non c’è nulla più
da fare.
La differenza, la linea di confine fra noi e gli altri, fra l’antimafia del
fare e l’antimafia del dire, fra l’antimafia libera da
condizionamenti politici e quella politica, sta proprio in questo:
l’antimafia del “giorno prima” e l’antimafia del “giorno dopo”.
Ecco perché per noi che siamo l’antimafia del “giorno prima” è
essenziale l’investigazione, l’indagine.
Senza l’indagine non si ha la consapevolezza del livello di gravità
del fenomeno mafioso sul territorio.
Senza l’indagine non si conoscono i mafiosi, non si sa della loro
presenza, delle loro azioni, delle loro relazioni con la politica e con
le istituzioni.
Senza l’indagine non si può fare antimafia seria.
Senza l’indagine si fa solo bla bla.
Chiacchiere.
E con le chiacchiere non si combatte la mafia.
Anzi le mafie, a cominciare da quella politica. Senza indagine non si
può fare antimafia

Archivi