L’usura dilaga, il numero delle vittime aumenta, mentre il Governo non interviene per sconfiggere ingordigia e cecità delle banche

TABACCAIO DENUNCIA USURAIO e SI IMPICCA!

Allarme dello Snarp “non è questa la strada”

Tre lettere con data 21 luglio 2009. Una alla compagna e al figlio, una all’avvocato, l’ultima per un maresciallo dei carabinieri. E poi un lungo, conclusivo, atto di accusa. Una pagina scritta a macchina, date, conti bancari, un nome e cognome: «Quell’uomo mi ha rovinato la vita. Chiedeva altri soldi. Prendetelo». Poi Andrea Sannicandro, 52 anni, una vita passata al bar tabacchi Loreto1 di viale Monza 9, quello dove ai tempi d’oro Lele Mora (che ha l’ufficio nello stabile) offriva l’aperitivo alle modelle, scende nel seminterrato, annoda una corda alla trave del soffitto e sparisce dal suo mondo di debiti, prestiti, protesti e usura.
Lo hanno trovato la mattina alle 7,11, due dipendenti del bar. Le ragazze avevano visto l’auto parcheggiata, pensavano fosse sceso nel magazzino. Invece lui era lì, forse dalla notte precedente, quando dopo aver salutato la compagna aveva detto che sarebbe rimasto nel locale per sbrigare un paio di questioni. Lei era tornata a casa con il figlio di 23 anni, a Uboldo in provincia di Varese.
Quando le pattuglie della polizia sono arrivate nel bar con le serrande mezze abbassate, la scoperta di quell’ultimo atto di accusa, scritto con calma schiacciato dai debiti, ha lasciato il nome del suo aguzzino.
A Milano altre 20 mila persone, per le associazioni antiracket, vivono sotto la scure degli strozzini. «Lo hanno ucciso le banche e lo stato che non protegge le vittime di usura», tuonano le associazioni anti-usura.
La vittima nelle sue lettere ora sotto sequestro, ha raccontato di un uomo. Il nome è quello di un imprenditore di 34 anni residente nel Bresciano. A lui è intestato un negozio, un centinaio di civici più in là, sempre in viale Monza.
Il barista, nel suo ultimo scritto, racconta dei debiti accumulati. Alla Camera di Commercio sono registrati 11 protesti per cambiali e assegni, il primo è del 13 di gennaio (1.450 euro), l’ultimo del 9 di luglio (3.000 euro). In tutto meno di 30 mila euro. A cui vanno aggiunti una fila di prestiti personali ormai fuori controllo. Poi gli ultimi assegni, quelli intestati all’imprenditore G. M. per conto di alcune società finanziarie del Bresciano: «Soldi prestati a tasso d’usura».

I poliziotti hanno ascoltato il maresciallo della stazione Porta Garibaldi, il carabiniere al quale era indirizzata una delle tre lettere. Sannicandro lo aveva conosciuto un mese fa, gli aveva confidato dei guai finanziari, di quell’amico poi diventato usuraio e aveva anche accettato «magari dopo l’estate» di sporgere denuncia. Poi il passo indietro, il silenzio e l’ultimo salto nel vuoto. Solo in viale Monza, nel suo negozio, di notte.

Ma non è questa la strada che dobbiamo prendere.

In provincia di Frosinone si sono create le condizioni per far diventare più efficaci gli effetti della denuncia. Bisogna credere a questa strada, piuttosto che alla rinuncia alla vita! Lo Snarp di Frosinone, sindacato antiusura e tutela dei consumatori, è molto preoccupato per la crisi che sta investendo il territorio. Abbiamo assistito alle grida di rabbia dei commercianti, degli albergatori e dei lavoratori di Fiuggi costretti a scendere in piazza perchè ormai ridotti sul lastrico. Lavoratori e imprenditori con iscrizioni in Camera di Commercio molto simili a quelle del collega tabaccaio di Milano.Ma non è quella la strada da prendere.Non è migliore la situazione dei colleghi ad Anagni o nel cassinate.Per ogni contatto ed assistenza Delegazione Snarp telfax0775.293319– mail del.frosinone@snarp.it

Lo Snarp sollecita interventi urgenti del Governo, unico abile ad invertire in questo territorio della provincia di Frosinone, riconoscendone la grave situazione di emergenza economica che l’ha fatta cadere nella morsa dell’usura e della mafia.

Prof.Antonio Mattia
Delegato Provinciale Snarp

www.snarp.it

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