Lupara bianca per tre casalesi in risposta all’assassinio di Antonio Salzillo nipote di Bardellino?

Elicotteri e cani alla ricerca tra l’Aversano e Castelvolturno delle altre due persone scomparse Lupara bianca, il segreto in un telefono.
Secondo gli investigatori potrebbe esserci una relazione con l’omicidio Salzillo.

Doppio filone investigativo sull’omicidio di Francesco Buonanno e la sparizione di Modestino Minutolo e Giovanni Battista Papa, legati al clan dei Casalesi. Da un lato l’ipotesi che ci sia un collegamento con la morte di Antonio Salzillo, nipote del boss fondatore del clan dei Casalesi Antonio Bardellino scomparso in Brasile. Dall’altro la tesi che la sorte toccata a Buonanno sia stata decisa a tavolino per vendicare un presunto tradimento dei tre. I carabinieri del nucleo investigativo di Caserta stanno ricostruendo in fila tutte le recenti frequentazioni di Buonanno, Papa e Minutolo a Grazzanise e a Santa Maria La Fossa. Le indagini stanno ripartendo dalle telefonate ricevute, nelle ore precedenti alla sparizione, sul cellulare di Francesco Buonanno, trovato accanto al corpo in località ”Popone” a Frignano domenica mattina.

Doppio filone investigativo sull’omicidio di Francesco Buonanno e la sparizione di Modestino Minutolo e Giovanni Battista Papa, legati al clan dei Casalesi. Da un lato l’ipotesi che ci sia un collegamento con la morte di Antonio Salzillo, nipote del boss fondatore del clan dei Casalesi Antonio Bardellino, scomparso in Brasile. Dall’altro la tesi che la sorte toccata a Buonanno sia stata decisa a tavolino per vendicare un presunto tradimento dei tre. I carabinieri del nucleo investigativo di Caserta stanno ricostruendo in fila tutte le recenti frequentazioni di Buonanno, Papa e Minutolo a Grazzanise e a Santa Maria La Fossa. Frequentazioni che il clan Schiavone, retto da «Sandokan», non avrebbe gradito perché a beneficiare del loro rapporto con esponenti di un gruppo avverso, era un altro capo in carcere. Da qui, la necessità per gli Schiavone, di ribadire la loro supremazia sul territorio, il loro tornaconto economico sul giro delle estorsioni. E per farlo era necessario lanciare un messaggio forte per evitare altri «tradimenti». Questa, per ora, è una delle poche certezze che gli investigatori hanno nelle loro mani. Certezze che si scontrano con la prima ipotesi, secondo la quale l’omicidio e le sparizioni si legherebbero a filo doppio a un messaggio chiaro dei Bardelliniani tornati nella terra dei Mazzoni dopo ventuno anni di esilio per vendicare Salzillo. Stando ad alcune fonti investigative, il nipote di Bardellino aveva cercato di aprire un autosalone a Cancello Arnone sperando che vecchie ruggini con il clan fossero ormai svanite. Si sbagliava. Il 6 marzo, nello stesso giorno dell’omicidio di Mario Iovine in Portogallo negli anni Novanta, Salzillo – fratello di quel Paride strangolato a mani nude venti anni fa – è stato ucciso mentre si recava a un appuntamento che aveva fissato con un uomo incontrato al bar poco prima. Con lui c’era un nipote di Raffaele Cutolo, il boss di Ottaviano. Due mesi dopo un altro delitto di camorra, quello di Buonanno, questa volta consumato a Frignano. Complicate e intrecciate le ricerche di un movente. Le indagini stanno ripartendo dalle telefonate ricevute, nelle ore precedenti alla sparizione, sul cellulare di Francesco Buonanno, trovato accanto al corpo in località «Popone» a Frignano domenica mattina. Il cadavere dell’uomo, martoriato da un colpo d’ascia alla testa, si trova ora presso l’istituto di Medicina legale di Caserta. I funerali si terranno solo dopo l’esame autoptico. Domenica sera, intanto, sono stati ascoltati dai carabinieri della stazione di Grazzanise i parenti e amici di Giovanni Battista Papa e Modestino Minutolo. Per le ricerche dei due scomparsi sono stati utilizzati elicotteri e unità speciali. La distanza tra il luogo del ritrovamento del cadavere di Buonanno e il casolare dove è stata incendiata la Fiat Grande Punto di Minutolo è poco più di un chilometro percorribile anche attraverso strade di campagna. I killer avrebbero utilizzato la strada Nola-Villa Literno.
Marilù Misto

(Tratto da Il Mattino – Caserta)

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