L’universo xxxxxxxxx e il sud pontino: interrogato il Ministro della Difesa

L’universo xxxxxxxxx e il sud pontino: interrogato il Ministro della Difesa

Venerdì 04 novembre 2016

di Clemente Pistilli

Il caso Zangrillo e il provvedimento preso dagli inquirenti di Cassino nei confronti di H24 per l’articolo scritto sulla vicenda sono approdati in Parlamento. Il deputato pontino Cristian Iannuzzi, ex Movimento5Stelle, ha presentato un’interrogazione al ministro della difesa, Roberta Pinotti.

L’onorevole ha ricordato una suaprecedente interrogazione, del 24 novembre 2015, sostenendo che nella stessa “sollevava l’allarmante situazione criminale nel Sud Pontino” e che il 12 novembre dello scorso anno la Dia di Roma ha sequestrato nelle province di Latina, Frosinone, Napoli, Caserta e Isernia, su disposizione del Tribunale di Latina, oltre 200 camion, due cave di marmo, società, terreni e immobili riconducibili a un imprenditore cui fanno capo società operanti nel trasporto merci su strada, smaltimento rifiuti e commercio di autovetture, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro. Un provvedimento preso nei confronti appunto del formiano Vincenzo Zangrillo.

“Il citato imprenditore – specifica Iannuzzi nell’atto parlamentare – oltre a frequentare ed avere rapporti d’affari con imprese controllate dal clan dei Casalesi, godeva anche del supporto di clan quali Bidognetti, Schiavone e Mendico“. E ancora, relativamente alla precedente interrogazione: “Nella suddetta interrogazione si cita la circostanza del rapporto di parentela tra il suddetto imprenditore e due suoi fratelli, appartenenti entrambi all’Arma dei carabinierinon indagati nell’inchiesta che coinvolge il fratello: il primo è in pensione, ma ha prestato servizio soprattutto in Campania, e il secondo all’atto dei fatti era ancora in servizio ed in organico, con compiti di polizia giudiziaria, presso la tenenza di Gaeta“.

L’onorevole ha così precisato che “la notizia eclatante dell’ingente sequestro di beni veniva riportata dai media nazionale e locali, come il giornale online H24 Notizie di Latina, che citava, nell’articolo anche i fratelli dell’imprenditore e la circostanza che uno dei due fratelli svolgesse mansioni di ufficiale di polizia giudiziaria presso la tenenza di Gaeta, specificando, in ogni caso, che non erano indagati”.

“Tale circostanza – prosegue – secondo l’interrogante, pone indubbiamente pesanti interrogativi in capo ai superiori gerarchici del suddetto carabiniere in merito all’opportunità che lo stesso, avendo il fratello pregiudicato anche per reati di camorra, continui a svolgere attività di polizia giudiziaria nel territorio di influenza del fratello”.

Il parlamentare tocca quindi la vicenda del provvedimento preso per H24:  “Nella giornata dell’8 ottobre 2016, il Tribunale di Cassino ha ordinato il sequestro preventivo di due pagine dell’articolo incriminato, scritto dai giornalisti Adriano Pagano e Francesco Furlan, che risultano entrambi indagati, peraltro, per il reato di diffamazione. A consegnare il decreto di sequestro preventivo è stato un collega del carabiniere citato. Sarebbe stato opportuno, secondo l’interrogante, da parte della procura di Cassino, al fine di smorzare le polemiche, delegare le indagini ad altro corpo di polizia, visto che nella vicenda risulta essere coinvolto un carabiniere quale denunziante”.

Iannuzzi ha quindi chiesto al ministro Pinotti quali iniziative “intenda adottare in relazione alla condotta dei vertici locali e provinciali dell’Arma dei carabinieri che, pur a conoscenza della presenza e dell’attività criminale del citato imprenditore, accostato a complicità camorristiche operative anche in provincia di Latina e quindi nel Golfo di Gaeta, avrebbero tollerato la presenza nella tenenza carabinieri di Gaeta del fratello che operava, a giudizio dell’interrogante, in presenza di una costante incompatibilità ambientale“.

 

fonte:www.h24notizie.com

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