Lotta alle mafie. I silenzi della CISL del Lazio e della provincia di Latina in particolare

TOH, CHI SI VEDE! NELLA LOTTA ALLE MAFIE, ALMENO NEL LAZIO E, SOPRATTUTTO, IN PROVINCIA DI LATINA, NEL MONDO DEL LAVORO LA GRANDE SILENZIOSA E’ STATA SEMPRE LA CISL! ORA, FINALMENTE, MA A MILANO, QUALCUNO DELL’ORGANIZZAZIONE FA PARLARE DI SE’

Ne dà notizia Nando Dalla Chiesa su “Il Fatto” di domenica 9 maggio.

Il responsabile della FILCA (il sindacato degli edili della CISL), Enzo Micheletti, ha rifiutato l’offerta fattagli da un boss della ‘ndrangheta di un appartamento.

Conditio sine qua non…  “non curiosare in certi cantieri di Milano e dintorni”.

Una notizia che ha del sensazionale in un momento in cui le case vengono pagate (anche se si dice di non saperne niente) ed accettate.

Un atto, quello del dirigente della FILCA, di onestà che va apprezzato in tutto il suo valore.

Un atto che, peraltro, al di là degli aspetti personalistici che evidenziano le virtù di questo dirigente sindacale, accende i riflettori sul comportamento del mondo del lavoro organizzato rispetto al fenomeno mafioso.

Un fenomeno che sta mettendo in ginocchio l’economia generale del Paese e di fronte al quale dobbiamo registrare troppi, ma troppi, silenzi.

Da parte della politica in generale, ma anche del mondo del lavoro.

A parte, infatti, qualche documento della CGIL, gli altri tacciono.

Tacciono quando, al contrario, dovrebbero essere i primi ad insorgere.

Nel Lazio è così.

Non parliamo, poi, della provincia di Latina dove è come se il fenomeno non esistesse!

Un silenzio assordante.

Che ne è della vecchia CISL di Giulio Pastore, di Macario e Storti?

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