.L’Osservatorio comunale a Formia contro la criminalità.Un sogno andato in fumo? O si cambia o ci dissociamo.

L’OSSERVATORIO COMUNALE CONTRO LA CRIMINALITA’ A FORMIA,

LA NECESSITA’  DI UN’INVERSIONE DI TENDENZA E DI UNA MESSA A PUNTO DEL MOTORE.

O SI CAMBIA O CI DISSOCIAMO

 

 

Con l’elaborazione del Regolamento dell’Osservatorio comunale  contro la criminalità –  regolamento che é stato recepito,poi,dall’Amministrazione Comunale di Formia e che qui di seguito riproduciamo – noi ci proponevamo non solo di creare uno strumento che servisse all’amministrazione medesima per tutelarsi dal rischio di eventuali atti illegali – una sorta di instrumentum regni –  ma,soprattutto,un luogo dove tutti gli attori contraenti dovessero  e potessero incontrarsi per confrontarsi,scambiarsi le informazioni ,le proposte ed i giudizi,per,alla fine,elaborare quelle strategie e tattiche necessarie per combattere con  la maggiore efficacia possibile la criminalità organizzata che opprime non solo Formia ma l’intero territorio del sud pontino e della provincia di Latina.

Un progetto ambizioso,quello dell’Associazione Caponnetto,che non ha tenuto ,forse ,conto,scontrandosi  alla fine  con essa, della realtà dominata da una mentalità chiusa e condizionata da gruppi di pressione che hanno fatto sempre  sentire il loro peso a Formia come altrove.

Presi dall’entusiasmo iniziale di un’apertura che ci sembrava  di aver colto  ma che ,purtroppo, si é rivelata solo apparente ed affatto duratura,non avevamo  previsto  quello  che sembra emergere :   l’appiattimento sull’amministrazione di un organismo che ,al contrario,avrebbe dovuto aprirsi all’esterno per l’individuazione di tutte le criticità sociali ed istituzionali che hanno portato e portano il territorio sotto il dominio delle mafie.

Si sarebbe potuto ovviare alle carenze culturali e strategiche interne all’organismo con una consultazione ed un confronto continui  con i soggetti che hanno espresso le loro rappresentanze ,ma anche questi sono mancati.

Una sorta di TAVOLO  permanente delle associazioni effettivamente presenti sul territorio,operanti ed attive.

Talché é venuta,ad oggi, a mancare quella funzione essenziale  dell’Osservatorio che avrebbe dovuto non solo mettere a nudo le criticità interne all’amministrazione,operando di spalla a questa,ma soprattutto i motivi,i “perché” sono nate e nascono quelle criticità.

In provincia di Latina ,e nel sud pontino in particolare,manca un apparato istituzionale investigativo locale efficiente ed all’altezza della situazione e tutte le inchieste vengono assunte ,di conseguenza,da attori che non stanno sul posto e che non dispongono,pertanto,di quel patrimonio infoinvestigativo necessario come il pane in situazioni del genere.

Questo é uno dei motivi , insieme a quello delle probabili –  che poi tanto probabili non sono viste le risultanze dell’inchiesta “Formia Connection” che nessuno ha voluto approfondire e riprendere –  collusioni fra pezzi di politica e criminalità,per i quali i vari clan hanno potuto,indisturbati se non agevolati, infestare Formia e l’intero territorio del sud pontino,da Castelforte-Minturno a Gaeta-  Itri-Sperlonga,Fondi ed anche oltre.

L’Osservatorio di Formia,quale unico,peraltro,Osservatorio contro la criminalità sorto in tutta l’Italia centrale,avrebbe dovuto e potuto,secondo almeno  le nostre intenzioni,assurgere ad un ruolo importante,”altro” ed “alto”,di una vera e propria macchina di trazione,un locomotore,capace di sfondare un muro di ignoranza,di omertà,di criticità,di compiacenze ,di collusioni,di inefficienze che hanno portato al baratro tutta l’area compresa fra Roma e Napoli,fino al Molise.

Non si é stati capaci,o non si é voluto,che fosse così e l’Osservatorio sembra  essersi  trasformato,quindi,in un strumento il cui unico compito  pare  essere quello di apporre il timbro “OK” sulle carte dell’amministrazione formiana con il rischio,fra l’altro, per noi stessi di trovarci eventualmente coinvolti in qualche spiacevole episodio con l’accusa,quanto meno morale,di averlo avallato.

Respingiamo con un senso di orrore un eventuale rischio  del genere.

Da  qui la nostra volontà di rivedere il tutto,determinati come siamo a pretendere un’inversione di tendenza.

E’ uno dei temi principali all’ordine del giorno che stiamo per mettere sul tavolo delle prossime riunioni del Consiglio Direttivo dell’Associazione Caponnetto.

O si cambia o ci vedremo costretti a dissociarci.

Il prestigio di cui gode l’Associazione che porta il nome di Nino Caponnetto non può essere messo in discussione per colpa di certi  amministratori o  politici di Formia come  di qualunque altro comune.

 

 

 

 

 

 

REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELL’OSSERVATORIO PERMANENTE COMUNALE 

PER LA LEGALITA’ E LA LOTTA ALLA MAFIA

 

 

Art. 1  –  Istituzione

E’ istituito presso il Comune di Formia l’Osservatorio comunale permanente per la legalità e la sicurezza, la lotta alla mafia, al racket, alla concussione, alla corruzione e alla criminalità economica; esso vigilerà anche sugli appalti e sulla destinazione dei finanziamenti erogati e svilupperà strategie atte a contrastare la malavita sul territorio. 

Art. 2  –  Funzioni 

Esso è un organismo permanente con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione e stimolo per le attività comunali a sostegno della legalità e per la valutazione e prevenzione dei fenomeni di illegalità presenti sul territorio, con l’obiettivo di operare per accrescere e diffondere la sicurezza sociale e la cultura della legalità in tutto il comprensorio, informando costantemente e correttamente sulle attività svolte.

Art. 3    Finalità

L’Osservatorio ha il compito di perseguire gli scopi istitutivi di cui al precedente articolo e, più precisamente, ha fra i suoi compiti:

a) fotografare, studiare e analizzare i fenomeni illegali e criminali, nonché le condizioni socio-economiche che favoriscono il loro insorgere;

b) individuare i settori di attività presenti sul territorio, maggiormente a rischio di infiltrazione criminale;

c) promuovere una più diretta collaborazione tra Amministrazione Comunale, forze dell’ordine e cittadini nelle loro diverse articolazioni ed espressioni sociali e territoriali, al fine di contribuire ad accrescere e diffondere la sicurezza sociale e la cultura della legalità e dell’educazione civica;

d) promuovere azioni mirate, volte a favorire la prevenzione, il controllo e l’intervento sui più diffusi fenomeni criminali (micro e macro criminalità, racket, usura, violenza, illegalità in senso lato), garantendo l’implementazione e la messa in rete dei flussi informativi;

e) esprimere pareri sugli interventi, le proposte e i progetti di iniziativa comunale concernenti l’attuazione di misure finalizzate a garantire la sicurezza del cittadino e il rispetto della legalità; individuare programmi di intervento diretti a promuovere, garantire e valorizzare la cultura della legalità;

f) favorire processi di integrazione delle politiche sulla sicurezza e della legalità con le altre politiche settoriali, anche con l’attivazione di una rete virtuosa tra attori locali, con l’intento di programmare interventi di contrasto alla illegalità e seguendo una logica integrata che pone tali azioni come punto di raccordo tra politiche di prevenzione e politiche di contrasto a fenomeni di esclusione sociale. L’Osservatorio, a tal fine, potrà avvalersi degli elementi di conoscenza e di ricognizione forniti dai responsabili delle forze di sicurezza pubblica, nel rispetto e nei limiti stabiliti dalla legge;

g) assicurare ogni suggerimento all’Amministrazione Comunale affinché trasparenza e legalità continuino ad essere punti-cardine del proprio programma; 

h) pronunciarsi sulle questioni che gli organi comunali ritengano di sottoporre.

 

Art. 4    Composizione

L’Osservatorio sarà composto da:

         Il Sindaco del Comune di Formia o suo rappresentante che lo presiede e lo convoca;

         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni antimafia e antiracket e/o antiusura effettivamente operanti sul territorio;

         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni sindacali confederati CGIL, CISL, UIL e UGL operanti sul territorio;

         n. 1 rappresentante per ciascuna delle Associazioni di categoria dei commercianti e artigiani operanti sul territorio;

         Il responsabile di Stazione Unica Appaltante/Centrale Unica di Committenza o comunque dei c.d. “soggetti aggregatori” di cui all’art. 9 L. 66/14 allorquando verranno istituite;

Il Sindaco provvederà a richiedere ai soggetti interessati la designazione del loro rappresentante assegnando, all’uopo, il termine massimo di giorni 20 dalla data della richiesta. 

Art. 5  – Funzionamento e convocazioni

La prima seduta dell’Osservatorio dovrà essere convocata nei 30 giorni successivi all’adozione da parte del Consiglio Comunale del presente regolamento. La convocazione potrà avvenire anche a mezzo mail. Nella prima seduta, l’Osservatorio elegge il Segretario. L’Osservatorio si riunisce con cadenza bimestrale e su iniziativa del Sindaco con preavviso di sette giorni ed in caso di ritenuta urgenza con preavviso di tre giorni. Il Sindaco è tenuto comunque a convocarlo quando vi sia la richiesta di almeno 1/3 dei componenti. 

Le sedute dell’Osservatorio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti.

L’Osservatorio, al fine di prevedere forme di partecipazione più larghe della cittadinanza, potrà richiedere al Sindaco e alla Giunta la convocazione di assemblee cittadine sui temi della legalità.

L’osservatorio predisporrà, entro il 31 dicembre di ogni anno, relazione a consuntivo sullo stato di sicurezza della città della quale il Sindaco darà informazione ai cittadini. 

Art. 6  – Criteri di ammissione delle Associazioni

L’ammissione all’interno dell’Osservatorio è subordinata alla presentazione di apposita domanda da parte delle Associazioni interessate.

L’eventuale rigetto delle domande sarà motivato a cura della Giunta.

La qualità di Associazione aderente si perde:

a-      per recesso;

b-     per comportamento contrastante con gli scopi dell’Osservatorio;

c-      per grave violazioni di leggi e regolamenti;

d-     per scioglimento dell’Associazione aderente;

e-      per conclamato conflitto di interessi con l’Osservatorio.

Art. 7  – Nomina e durata

I componenti dell’Osservatorio dovranno essere designati entro 30 giorni dall’approvazione del presente Regolamento da parte del Consiglio Comunale.

Essi restano in carica per la durata della consiliatura.

Art. 8  – Dimissioni, impedimenti e decadenza

In caso di dimissioni, decesso o impedimento di un componente dell’Osservatorio, si provvederà alla sua sostituzione secondo le modalità di cui al punto 6. L’assenza a tre sedute consecutive dell’osservatorio, senza valida giustificazione, comporterà la decadenza della nomina. 

Art. 9 – Sede

L’Osservatorio ha sede nel Palazzo Comunale.

Art. 10  –  Partecipazione di altri soggetti

         L’Osservatorio, in ragione degli argomenti di volta in volta da trattare, potrà invitare a partecipare alle proprie riunioni, senza diritto di voto, i Consiglieri Comunali, i componenti della Giunta Municipale, i Dirigenti di settore, nonché i rappresentanti di altre Istituzioni, quali Magistrato della DDA, il Procuratore Capo della Procura della Repubblica territoriale, il Prefetto, il Questore,  il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Provinciale del Corpo Forestale, la Camera di Commercio e/o altri soggetti, la cui presenza sarà ritenuta utile a giudizio dello stesso Osservatorio. Ovviamente la partecipazione sarà valutata, caso per caso, dagli interessati e per quanto concerne le Forze di Polizia, potrà essere concertata l’opportunità di intervento con il Prefetto in sintonia con le attività del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. A ciascuna riunione verrà invitato il Responsabile per la Trasparenza e l’AntiCorruzione del Comune di Formia.

Art. 11  – Dotazioni

L’Amministrazione Comunale provvederà a mettere a disposizione dell’Osservatorio eventuali supporti logistici, strumentali e tecnici per il suo funzionamento. 

Art. 12  – Accesso agli atti

I membri dell’Osservatorio potranno accedere direttamente a tutti gli atti comunali (dall’anagrafe, alle delibere, ai fascicoli delle gare e ad ogni altro documento ritenuto utile per lo svolgimento delle attività proprie), limitatamente alle sue funzioni.

Art. 13  – Gratuità dell’incarico

Tutti i componenti dell’Osservatorio svolgono la propria attività gratuitamente senza diritto alcuno a compenso o retribuzione.

Art. 13    Entrata in vigore del presente regolamento 

Il presente Regolamento entrerà in vigore dopo la esecutività della deliberazione di approvazione da parte del Consiglio Comunale.

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