L’operazione della Polizia di Stato sulla lottizzazione nella contrada “Le Fosse” a Formia

Associazione Regionale del Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”
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FORMIA: L’OPERAZIONE DELLA DDA DI ROMA PER LA LOTTIZZAZIONE NELLA CONTRADA “LE FOSSE”

Qualche voce ci era pervenuta prima, durante e dopo il convegno che di recente la nostra Associazione ha promosso a Formia con la partecipazione del S: Procuratore Nazionale Antimafia Luigi De Fichy e quello della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Antonello Ardituro e qualcosa lo abbiamo scritto e detto a proposito dei piani commerciali e di tutto lo sviluppo urbanistico di Formia con particolare riguardo a Santa Maria La Noce e la parte a monte della città.

La notizia dell’azione fatta dalla Polizia di Stato su impulso della DDA di Roma, quindi, non ci ha sorpreso.

Sono anni che stiamo insistendo sulla necessità di avviare una profonda operazione di monitoraggio su tutti i settori dell’edilizia, delle compravendite immobiliari, del commercio, dei passaggi di proprietà (a proposito, si sono individuate le ragioni del suicidio dell’imprenditore Scipione?)

Formia è interessata ad un fenomeno di occupazione dell’intero territorio da almeno 30 anni, almeno, cioè, dai tempi dell’incendio della discoteca Seven Up. E già allora si parlava di… collegamenti di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata e di individui che facevano parte dell’apparato pubblico. Non sappiamo se quegli atti siano stati trasmessi o meno alla DDA per consentirle la ricostruzione di un “quadro” che da decenni non è di certo roseo.

La gente dimentica facilmente.

Ma c’è dell’altro.
Le intercettazioni telefoniche fatte in occasione dell’operazione “Formia Connection” dalla Polizia di Stato, allora diretta dal Dr. Nicolino Pepe, rivelarono l’esistenza di collegamenti con alcuni noti esponenti politici. Quelle bobine sono state trasmesse alla DDA? e quelle relative alla vicenda che ha interessato l’esercizio commerciale dei fratelli Costa e della madre?

Dopo la “Formia Connection” ci sono stati arresti di personaggi eccellenti che di certo non si trovavano a Formia di passaggio solamente o per villeggiare; come, anche, è significativo che a Formia ci siano stati incontri e cene di personaggi implicati nell’inchiesta della DDA di Napoli sui rifiuti a Mondragone.

Oggi si fa finta di stupirsi.

Formia, come Gaeta, Fondi e Terracina, sono indicate nell’ultima Relazione della DNA come i centri del sud pontino più fortemente infiltrati dalla criminalità organizzata. Ed è ovvio che questa, quando “occupa” una porzione di territorio, amplia sempre il suo raggio di azione fino ad investire la parte restante.

Nel rapporto consegnato a mano al Ministero dell’Interno il 16 ottobre u.s. non a caso noi abbiamo parlato anche di Minturno, SS. Cosma e Damiano ecc.

Ma è sulle complicità politiche e sui cosiddetti “colletti bianchi”, gli insospettabili, i prestanome, che bisogna indagare. E sulle montagne di capitali investiti. Sulla loro provenienza.

Da Terracina in giù la Guardia di Finanza ha centinaia di uomini, compresi i Baschi Verdi.

Utilizziamoli bene, oltreché nella lotta contro l’evasione, la contraffazione, il traffico di stupefacenti e l’immigrazione clandestina

Quando si parla di questo aspetto, c’è sempre qualcuno che fa orecchie da mercante perché vuole che si colpisca solamente la manovalanza…

E, così, non si fa azione seria di contrasto!!!

La nostra Associazione ha chiesto al Ministro Maroni, fra l’altro, di far nominare una Commissione di accesso agli atti del Comune per verificare, anche dopo le recenti dichiarazioni al Sole 24 Ore di un consigliere, se e come ci siano stati condizionamenti sulla vita politica ed amministrativa, passata e recente, da parte della criminalità organizzata.

LA SEGRETERIA

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