L’operazione della DDA e delle forze dell’ordine campane nelle province di Frosinone e Latina

COMUNICATO STAMPA

 

Nel Lazio e, in particolare, nelle province di Latina e Frosinone, ci sono vaste aree di complicità politiche ed istituzionali che vanno smascherate e perseguite senza ulteriori indugi.

L’ennesima operazione fatta dalla DDA di Napoli e dalle forze dell’ordine campane relativamente alle attività del clan avellinese che aveva messo le mani anche su terreni siti a San Felice Circeo e Sabaudia, oltreché su conti di un’importante Banca di Frosinone, rappresenta l’ennesima prova della bontà del nostro convincimento che, almeno in queste due province, lo Stato non ha più il controllo pieno del territorio.

Non è più tollerabile il fatto che la maggior parte degli insediamenti mafiosi nel Basso Lazio debbano continuare ad essere scoperti solamente a seguito di indagini promosse dalla magistratura e delle forze dell’ordine campane, mentre, a livello locale, c’è ancora chi fa finta di meravigliarsi o, peggio, nega la realtà.

I magistrati della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Distrettuale romana quasi quotidianamente denunciano il processo di espansione continua delle attività economiche mafiose in tutto il Lazio e, in particolare, nella Capitale e nelle province di Latina e Frosinone.

“Ci sono gruppi camorristici che hanno investito in hotel, ristoranti e bar e sappiamo di chi si tratta. E sotto tiro ci sono le aste immobiliari”, ha dichiarato ai giornali a gennaio scorso il Dr. Francesco Curcio, pm napoletano applicato alla DDA di Roma per collaborare alle indagini sulle attività mafiose nel Lazio.

Alle dichiarazioni del magistrato napoletano si sono aggiunte nello stesso giorno quelle del presidente del 1° Municipio di Roma che ha denunciato che nel solo centro di Roma negli ultimi tre anni ci sono state circa 1000 volture di attività commerciali. Un ex Prefetto di Roma, invece, dichiarava che… nella Capitale non c’è mafia.!!!

Questo, nel solo centro di Roma. Immaginiamo quello che può essere avvenuto nel resto della Capitale e di tutte le altre città del Lazio, dove ormai gran parte di appartamenti, ville, terreni, alberghi, discoteche, stabilimenti balneari, camping, centri di agriturismo, bar, ristoranti, sale giochi, centri commerciali e di ogni altro tipo di attività economiche sono nelle mani di camorra, ’ndrangheta, cosa nostra, mafie gialle e di altri Paesi.

Di fronte a tale situazione così grave, leggiamo ancora dichiarazioni alla stampa di esponenti politici, rappresentanti delle Istituzioni, amministratori pubblici, sindaci, consiglieri comunali ecc. , secondo i quali… ”la situazione è sotto controllo”, ”ci sono persone ed associazioni che fanno allarmismo” e altre stupidaggini del genere.

Nelle scorse settimane “Il Sole 24 Ore “ ha pubblicato le dichiarazioni di un consigliere comunale di Formia il quale ha dichiarato addirittura: “A Formia la criminalità organizzata non esiste. Anzi non esiste proprio la criminalità “. Nessuno ha reagito; nessuno l’ha smentito! Perché???…

 Se questo è il tessuto sociale, intellettuale, morale, politico ed istituzionale di questo territorio, come ci si può meravigliare del fatto che nessuno localmente sa che la camorra ha acquisito persino l’appartamento contiguo al proprio???…

Questa è la triste realtà esistente su questo nostro territorio!

 

LA SEGRETERIA

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