L’ombra del CLAN DEI CASALESI nella costruzione di un villaggio turistico in Sardegna. 17 INDAGATI rischiano il processo

L’ombra del CLAN DEI CASALESI nella costruzione di un villaggio turistico in Sardegna. 17 INDAGATI rischiano il processo
Il pubblico ministero questa mattina ha chiesto il rinvio a giudizio

NAPOLI – Ha parlato per piu’ di un’ora, rinnovando la sua richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Il sostituto procuratore Emanuele Secci, questa mattina, ha ripercorso le tappe saliente della sua inchiesta davanti al Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, che dovra’ decidere se celebrare il processo nei confronti dell’europarlamentare di Forza Italia, Salvatore Cicu, dell’ex sindaco di Sestu (Cagliari, Luciano Taccori, e dell’ex capogruppo forzista dello stesso comune, Paolo Cau, l’unico presente oggi in aula. I tre sono accusati con altre 14 persone residenti in Campania di aver riciclato in Sardegna denaro proveniente dal clan camorristico dei Casalesi.

L’inchiesta – condotta dai militari del Gico della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia – e’ legata alla vendita di un terreno a Villasimius (Cagliari) da parte della societa’ Turicost (nella quale Cicu sarebbe stato socio occulto) ad una cordata di imprenditori campani che poi hanno realizzato il villaggio turistico S’Incantu.

Il pubblico ministero ha rinnovato le conclusioni gia’ presentate al Gip al termine dell’inchiesta preliminare, sollecitando il rinvio a giudizio di tutti.

Un’indagine molto complessa che ha potuto accertare anche l’arrivo nell’Isola, il 5 agosto 2003, di Gennaro Chierchia, noto Rino ‘o Pecorone, esponente di punta del clan camorristico D’Alessandro di Castellamare di Stabia, poi ucciso in un agguato il 28 ottobre 2008. Secondo l’accusa portava in una valigetta 400 mila euro in contanti per chiudere l’affare.

Conclusa l’inchiesta, il pm Secci ha sollecitato il processo per tutti i 17 indagati accusati di riciclaggio – a Cicu, Taccori e Cau non viene contesta l’associazione a delinquere ne’ l’aggravante delle finalita’ mafiose – e ora sara’ il Gup Cristina Ornano a decidere valutando gli elementi raccolti.

Il giudice ha deciso che solo alla fine dell’udienza preliminare sciogliera’ la riserva in merito alla competenza territoriale del processo per alcuni imputati campani, mentre nelle prossime udienze – fissate per il 27 aprile e il 18 maggio – dovrebbero parlare i difensori.

Sono finiti nell’inchiesta sarda il consigliere regionale della Campania Luciano Passariello, 55 anni di Napoli; Alessandra Coronella, 42 anni di Aversa; Antonino Di Martino, 51 di Piano di Sorrento; Luisa Di Martino, 43 di Vico Equense; Alessandro Falco, 42 di Napoli; Nicola Fontana, 56 di Casapesenna, in provincia di Caserta; Rosa Fontaa, 82 di Casapesenna; Rosa Garofalo, 53 di Casapesenna; Sabino Gioia, 54 di Avellino; Angela Miccio, 51 di Piano di Sorrento, nella citta’ metropolitana di Napoli; Bartolomeo Piccolo, 58 di Casapesenna; Gilda Piccolo, 53 di Casapesenna; Salvatore Venturino, 50 di Napoli; Antonio Vieri, 58 di Avellino

PUBBLICATO IL: 20 aprile 2016 ALLE ORE 19:23

fonte:www.casertace.net

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