Lo Stato patrigno ed irriconoscente nei confronti dei Testimoni di Giustizia.

Nessuno più di chi, come noi, opera sul versante dell’antimafia della trincea e non di quella del palco o della scrivania, può comprendere le ragioni della profonda amarezza del Testimone di Giustizia che, vistosi trattare come un rognoso da soggetti dello Stato, di questo Stato, decide di non testimoniare più o addirittura di ritrattare quanto ha denunciato.
Apriamo un dibattito perché riteniamo che attraverso questo, purché esso sia sereno, obiettivo e basato su fatti conosciuti, potremo contribuire a far venire alla luce quelle zone d’ombra esistenti negli interstizi delle istituzioni e degli apparati partitici in materia di rapporti con le mafie.
Noi, che pur non siamo mai stati teneri con queste istituzioni per quanto attiene al rapporto fra pezzi di esse e le mafie, non siamo arrivati allo stesso punto di coloro che sostengono che la mafia è lo Stato e che lo Stato è la mafia.
No, perché conosciamo magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, funzionari dello Stato, professionisti e semplici cittadini, la cui onestà morale ed intellettuale ed il cui senso civico e di devozione allo Stato di diritto sono specchiatissimi ed a prova di bomba.
Non tutto è marcio, grazie a Dio, almeno finora.
Ma, purtroppo, non tutti sono così.
E’ la realtà, l’amara realtà che nessuna persona onesta può negare.
Il problema sta nello stabilire chi rappresenta la maggioranza e chi la minoranza; quanti sono i mafiosi ed i corrotti nelle istituzioni e nei partiti politici e quante le persone perbene e fedeli al giuramento di fedeltà allo Stato.
Ci capita spesso di raccogliere le espressioni di sfogo di taluni Testimoni che, delusi dal comportamento dello Stato nei loro confronti, hanno deciso di non testimoniare più in dibattimento e di ritrattare quanto denunciato.
Ci sono casi e casi, l’uno diverso dall’altro, ma ognuno di essi è caratterizzato dalla profonda delusione per il trattamento subito.
In uno dei convegni più recenti da noi promossi un alto Magistrato, trattando appunto dei Testimoni di Giustizia, ha riferito alla platea dei partecipanti che in altri Paesi, come ad esempio in Inghilterra, il Testimone di Giustizia viene definito un
“SERVITORE DELLO STATO”.
Qua, da noi in Italia, egli talvolta viene trattato come se fosse… una specie di… traditore dello Stato.
Possiamo dare pieno torto, quindi, a chi eventualmente, preso dalla delusione e dallo sconforto, dovesse dire:
“Andate a morire ammazzati, io non testimonio più e ritratto tutto”???
Ecco, questo è uno dei tanti modi di… favorire le mafie: deludere i Testimoni per indurli a non testimoniare più.
E’, questo, solo uno dei tanti problemi che un’antimafia VERA e non parolaia deve porsi e risolvere, se non vogliamo prendere in giro prima noi stessi e poi gli altri.

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