Lo stato, gli uomini migliori e i loro corpi martoriati. Un ricordo di Angelo Vassallo e le colpe dello Stato

Angelo Vassallo è stato ammazzato. Lui era un sindaco che guardava all’interesse pubblico e si opponeva strenuamente alle pressioni indebite di interessi illegali ed anche di quelli mafiosi. Gli hanno sparato nove colpi, sette lo hanno colpito. Un’esecuzione mafiosa in pieno stile. Angelo Vassallo facendo il sindaco amministrava e faceva l’interesse della sua comunità e del suo territorio… e nel farlo difendeva strenuamente la sua dignità, integrità e libertà, ma aveva anche interpretato il primo dovere di un Sindaco: fare muro contro lobby e cosche, collaborando, fattivamente, con le alte istituzioni dello Stato, come la Magistratura, per non consegnare la sua terra alla Camorra e allo speculatore di turno.
Se i Sindaci italiani (nella loro grande parte indifferenti al senso del dovere che ha caratterizzato l’operato di Vassallo, ed in un’altra loro parte piegati dal compromesso per paura o voto di scambio) anziché “parlare” e mettere le bandiere a mezz’asta, assolvessero pienamente al loro compito come faceva Vassallo, forse Vassallo sarebbe vivo! Se l’antimafia (ed i Comuni possono farne tanta, concreta) fosse prassi quotidiana, fatta ogni giorno, le mafie non potrebbero arrivare ad intimidire, minacciare e uccidere perché sarebbero isolate e non troverebbero alleanze per i propri affari! Chi apre la porta alle mafie ed all’illegalità, piegando la gestione della cosa pubblica alle speculazioni criminali, volente o meno, contribuisce ad isolare e rendere bersaglio quegli amministratori onesti e intransigenti che, a differenza loro, non chinano il capo e non si vendono per mazzette o pacchetti di voti. Oggi tutti parlano… parlano anche quelli che in cambio di pacchetti di voti vendono se stessi e le comunità che dovrebbero rappresentare e tutelare. Oggi è il giorno del funerale dove, di nuovo, cercherà di farsi strada l’ipocrisia dell’antimafia del giorno dopo. Oggi qualcuno propone di “fermarci” per ricordare Angelo Vassallo. Noi invece, per ricordarlo, non ci fermiamo affatto, anzi andiamo avanti ancora con più determinazione, senza perdere nemmeno un secondo, senza dare tregua ai mafiosi ed ai loro sodali. Per ricordare Angelo Vassallo riportiamo le parole di un amministratore pubblico che nell’azione nel suo Comune, Ponte delle Alpi, porta avanti la stessa intransigenza e determinazione, perché, secondo noi, solo chi, ben oltre ai facili proclami ed alle parate, agisce quotidianamente nell’azione di contrasto alle mafie ed all’illegalità, può parlare. Altrimenti si finisce nella retorica e crediamo che questa sarebbe un’ulteriore oltraggio al lavoro ed al sacrificio di Angelo Vassallo.

“Lo stato, gli uomini migliori e i loro corpi martoriati”
Sto male, perché ne hanno ammazzato un altro. Nove colpi di pistola a bruciapelo hanno cancellato la vita di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, colpevole di aver difeso il Cilento dalla speculazione e dal malaffare.

Sto male e sono incazzato perché lo stato, il mio stato non è riuscito a difendere l’uomo e l’istituzione che rappresentava, in quella terra così bella e così violentata; quella terra che è anche la nostra terra.

Sto male e non ce la faccio più di vedere questo stato che ” esprime tutta la sua profonda commozione”. Che si commuove e non si muove. Che lascia i suoi uomini migliori, nelle istituzioni, nelle procure, nelle caserme, soli e senza mezzi.

Sto male e non ne posso più di vedere gli alti rappresentanti dello stato, distratti e lontani da chi amministra con coraggio in quella terra difficile, e poi compostamente affranti, accanto ai loro corpi senza più calore.

Ezio Orzes

Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi -BL-

(Tratto da Casa della Legalità e della Cultura)

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