Lo Stato ? E dov’é?………………L’evento di ieri a Formia lo rappresenta drammaticamente nel suo volto peggiore

Abbiamo finito di postare or ora una  amara  dichiarazione del Procuratore di Reggio Calabria Cafiero de Raho il quale lamenta l’assenza dello Stato nel controllo delle sale giochi aggiungendo un nostro brevissimo commento:
lo Stato,Procuratore ?…………… e dov’é????????…………….
Dov’é lo Stato?
Una domanda drammatica che ci facciamo e facciamo ogni secondo,senza,purtroppo,trovare una risposta.
Se non fosse per quella schiera ,nemmeno troppo nutrita,di procuratori e di magistrati giudicanti e per qualche centinaio di parlamentari che credono ancora nei valori  della Costituzione e per qualche altro isolato ,non ne troveremmo più traccia.
Lo scenario che é andato in onda ieri a Formia,in provincia di Latina,a quattro passi dalla Capitale,ad opera del partito che governa il Paese e del governatore del Lazio ha rappresentato la prova incontestabile della sua liquidazione,del suo sfacelo,dell’anomia più assoluta,tanto per usare la terminologia di un grande sociologo.
La sua dissoluzione più completa ,con una serie di personaggi sulla scena,alcuni dei quali sicuramente in buonafede ,ai quali si é fatta recitare la parte di un’operetta da un teatrino di periferia.
Un titolo roboante – “Gli Stati generali dell’antimafia”-,con titoli a tutta pagina,con il risultato di una riunione semiclandestina ,al chiuso e vietata al pubblico, che ha visto  la  partecipazione dei rappresentanti di appena 13 comuni su 33  che compongono la provincia di Latina,compresi quelli di due  di essi  commissariati.
Una riunione blindata,presidiata  militarmente,conclusasi con un nulla di fatto,con la sola ricostruzione storica di fatti avvenuti,peraltro noti e stranoti,ma senza,si dice, alcuna indicazione  per quelli che avverranno.
Il confine,il discrimine diremmo,é proprio su questa linea:il passato,il presente e l’avvenire.
Sul passato potremmo scriverci un saggio,intriso come esso  è  di trascuratezza,di disattenzione,di complicità oggettive e soggettive,di impreparazione,tutti ingredienti,questi,di un melodramma al quale non vorremmo più assistere in quanto segnerebbe la morte definitiva della democrazia.
Il promotore dell’evento,il governatore del Lazio,ha dato  all’ultimo momento forfait. Timore di essere attaccato per le vicende di “mafia Capitale”,per impegni di ufficio ?,non lo sappiamo nè ci interessa.
Noi siamo abituati a stare ai fatti.
E  i fatti ci dicono che,se ci fosse stata  consentita la partecipazione, la prima domanda che avremmo posto al Prefetto di Latina sarebbe stata : perché la Prefettura di Latina non ha fatto e fa le interdittive antimafia?
La domanda,apparentemente banale ,costituisce il cardine,il fulcro  di  tutto il resto in quanto  avrebbe obbligato tutti  ad  un dibattito sull’inadeguatezza dell’impianto investigativo pontino.
Il problema di fondo,il problema dei problemi,é appunto l’inadeguatezza del sistema investigativo locale,oltre,ovviamente,alla diffusa illegalità imperante principalmente nella pubblica amministrazione e nella politica.
Un ex Presidente del TAR di Latina disse amaramente e pubblicamente ,concludendo il suo mandato in terra pontina :  a Latina la legalità é un optional.
In un territorio dove la legalità é,appunto un optional e sul quale ,pertanto,le mafie la fanno da padrone,l’esclusione  dagli……………….”Stati generali dell’antimafia” delle associazioni antimafia é stato un gravissimo delitto,un orrendo crimine da parte di rappresentanti di uno Stato che non c’é più.
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