Lo SNARP: così non si esce dalla crisi


Associazione No-profit di Tutela dei Consumatori
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Prof. Francesco Petrino
Docente di Diritto Bancario e Sovranità Monetaria
Presidente Centro Studi Giuridici SNARP

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SI ALLA SOSPENSIONE DELLE RATE DI MUTUO ALLE FAMIGLIE MA SONO STATE DIMENTICATE LE IMPRESE

Lo SNARP ha apprezzato e condivide l’iniziativa di Unicredit, Monte Paschi Siena, Banca Toscana e di Banca Antonveneta che prevede la possibilità di far sospendere il pagamento delle rate di mutuo ai soggetti con redditi inferiori a 25.000, 00 euro, per i 12 mesi del 2009, senza costi aggiuntivi, che abbiano subito una dimostrata diminuzione del reddito per perdita di lavoro, cassa integrazione, separazioni e divorzi, decesso a far data dal 1/10/2008 e sino al 31/12/2009.

Si tratta di iniziative utili, che però discriminano quanti hanno subito i medesimi problemi in data precedente al 1/10/2008 in dipendenza di vicende comunque correlate alla crisi finanziaria internazionale, ed in particolare le piccole e medie imprese, con particolare riferimento al settore servizi e terziario, che hanno subito una ingente diminuzione delle commesse, con conseguente calo del fatturato, e fatto più rilevante, danneggiate gravemente dagli ingenti ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e di altre imprese danneggiate a loro volta dalla crisi dei consumi.

In questo scenario di crisi economica, tocca pertanto soprattutto alle banche assumere un ruolo obbiettivo per evitare che il mercato possa crollare del tutto e ritorcersi contro il sistema, ragione per la quale con iniziative di prevenzione potranno non solo limitare i loro danni, ma anche evitarsi di ricorrere alle costose procedure espropriative giudiziarie che si traducono in condanna a morte delle imprese, già dal momento della loro segnalazione a sofferenze nelle centrale rischi di Bankitalia.

Motivazioni per le quali, lo SNARP auspica che a questa prima iniziativa ne seguano altre per estendere la sospensione di iniziative legali in danno di tutti coloro che saranno in grado di dimostrare documentalmente la intervenuta caduta reddituale, sia famiglie che imprese, poiché le esecuzioni immobiliari concorrono gravemente alla distruzione delle famiglie e alla perdita occupazionale per la cessazione o traumatica chiusura delle attività, consentendo con obbiettive facilitazioni il ripianamento degli arretrati e la rimodulazione graduale del piano di ammortamento.

Infine, non va dimenticato che in Italia sono stati cartolarizzati nel decennio crediti per oltre 300 miliardi di euro al 40% medio del loro valore di bilancio, mentre le facilitazioni e la rimodulazione costeranno molto meno alle banche, ma soprattutto ai contribuenti italiani su cui sono ricadute le perdite elusive delle cartolarizzazioni, che a loro volta hanno innescato meccanismi infernali per i malcapitati mutuatari sotto esecuzioni immobiliari.

Roma, 4 dicembre 2008
Prof. Francesco Petrino

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