Lo scudo fiscale: una legge che consente il rientro in Italia di tutti i capitali sporchi e la loro immissione nella finanza e nell’economia legali

Scudo fiscale, la minaccia della ghigliottina

In attesa del voto finale sul provvedimento che condona i reati sui capitali esportati illegalmente all’estero, Fini denuncia “anomalie” nell’iter e ordina la scadenza di domani (giovedì) alle 15 per il dibattito. La motivazione: concedere più tempo al Capo dello Stato per esaminare il provvedimento. Critiche dal Pd, Di Pietro denuncia “interessi trasversali” in Parlamento

E’ bagarre sull’approvazione del decreto che contiene lo scudo fiscale, in attesa del voto di fiducia dell’aula della Camera previsto in serata. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è intervenuto stamane a difesa del testo, ribadendo che “bisogna essere realisti: questi soldi sono sfuggiti al controllo dello Stato e sono all’estero. Facendoli rientrare in Italia – ha aggiunto – possono sostenere la nostra economia. Poi con il 5% avremo a disposizione alcuni miliardi per la ripresa”. Questo – ma Berlusconi non lo ha specificato – a costo di “chiudere un occhio” su una lunga serie di reati tributari e societari, tra cui il falso in bilancio. Senza far cenno alla caduta dell’obbligo, da parte delle banche, di segnalare le operazioni sospette.

Intanto, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, denuncia “anomalie” procedurali nell’iter del dl e annuncia alla conferenza dei capigruppo che ricorrerà alla cosiddetta “ghigliottina” (cioè alla indizione del voto finale di un provvedimento dopo il voto di fiducia anche senza attendere che sia completato l’iter), se non si sarà giunti al voto finale sul dl entro domani pomeriggio alle 15. Il che, si spiega da Montecitorio, servirà ad assicurare al Capo dello Stato un margine di tempo necessario all’esercizio delle sue prerogative in base all’articolo 77 della Costituzione.

Fini, dopo aver premesso di voler prescindere da “qualunque valutazione sul merito del provvedimento”, ha sottolineato l’esistenza “di oggettive anomalie procedurali nella complessiva vicenda dell’iter del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza”. E se l’Italia dei valori incalza il presidente di Montecitorio chiedendogli di “passare dalle parole ai fatti”, l’ipotesi messa sul tavolo da Fini non piace al Pd: “Sarebbe davvero imperdonabile – afferma il capogruppo democratico alla Camera Antonello Soro – se si applicasse la ‘ghigliottina’ per la prima volta nella storia su un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno”.

“Sbaglia l’opposizione ad attaccare Fini – ha ribattuto il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto – che, anche avanzando rilievi critici al decreto, ha svolto il suo ruolo istituzionale misurandosi con una situazione nella quale, a causa dell’evidente ostruzionismo messo in atto dall’opposizione, il provvedimento o sarebbe decaduto o il Presidente della Repubblica non avrebbe avuto il tempo necessario per valutarlo. La decisione di Fini, ha continuato, “non è né lesiva del ruolo del Parlamento né dei diritti dell’opposizione, che ha tutti i modi per esprimere il suo dissenso nel dibattito parlamentare destinato a svolgersi fino a domani”.

E proprio per domani l’opposizione minaccia ostruzionismo durante la discussione degli ordini del giorno. Ma la polemica investe direttamente il Pd, per le numerose assenze registrate ieri in aula a Montecitorio che hanno consentito la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità: erano 59 i deputati democratici assenti al momento del voto, ne sarebbero bastati 43 per fermare il provvedimento.

Secondo il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, la norma sullo scudo fiscale è “una carognata” perché “dietro alla ragion di Stato di Tremonti si nasconde il rimpatrio di capitali sporchi proprietà di evasori, mafiosi, imprenditori senza scrupoli generati da un capitalismo malato, frodatori della pubblica amministrazione, spacciatori, sfruttatori della prostituzione, taglieggiatori, di tutto insomma. Ed in questo rientro sarà garantito l’anonimato e l’impunibilità del delinquente”.

Quella dell’IdV, ha concluso Di Pietro, “è destinata ad essere l’unica opposizione finché il Paese non avrà modo di comprendere che siamo anche l’unica alternativa di governo, se non altro l’unica credibile, sempre”. Per l’ex pm la norma rivela “interessi trasversali in un Parlamento che oramai ha la trasparenza e la credibilita’ di un reality show”.

(Tratto da Aprileonline)

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