Lo scandalo dell’acqua nelle isole di Ponza e Ventotene

Più mafia di cosi.

Ventotene e Ponza fanno insieme ufficialmente intorno ai 3700 abitanti, ma in realtà stabilmente vivono solo il 60 se non 50 per cento.

Ti chiedi in quale altra parte d’Italia si spendono sei milioni di euro ogni anno, almeno dal 2006, per comuni cosi piccoli.

Un ringraziamento gli isolani lo devono naturalmente ai contribuenti della Regione Lazio che pagano la loro acqua.

Ma i nostri isolani quanto versano alla fiscalita generale? Una risposta ci viene dal pagamento IMU che scade a dicembre.

Se è vero che a Ventotene abusive sarebbero i 2/3 delle 1.500 case costruite su una zolla di 1 km e mezzo quadrato, con molte ville elevate sopra gli antichi vasconi romani di raccolta acqua- piovana, alla fiscalità generale ne arriveranno solo 1/3 uno sconto che merita di non denunciare i padroni dell’acqua. Figuriamoci a Ponza, dove negli ultimi anni sono arrivati sull’isola personaggi molto noti del mondo della televisione e della moda. Bruno Vespa, ad esempio, ha acquistato da qualche anno una casa-grotta affacciata sul mare. Ma concludendo è proprio il caso di dire: “Acqua in bocca ” naturalmente. A proposito lo sapete come aveva risposto Ernesto Prudente che viveva da solo a Palmarola alla domanda:

Per l’acqua come fa?«Se il mio antro si chiama Grotta dell’acqua, un motivo ci sarà, le pare? Gli uomini preistorici ci scavarono una cisterna. Ho da parte 10.000 litri di acqua piovana». Era l’unico residente di Palmarola, conosciuto da tutti come il “Presidente dell’isola”. Grazie Presidente.

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