L’Italia: un Paese assediato dal terrorismo e dalle mafie

Modena: corone d’alloro alle lapidi di Aldo Moro e Marco Biagi, uccisi dalle Brigate Rosse

“L’uccisione di Aldo Moro e Marco Biagi, uomini di confronto e di mediazione, ha espresso molto chiaramente l’intento di esasperare lo scontro sociale e di creare nel paese un clima di tensione. Le provocazioni vanno respinte con forza e unità, riaffermando la dialettica della democrazia e dicendo no ai ricatti”.

Così il sindaco di Modena Giorgio Pighi, nel Giorno della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, ha ricordato le figure dello statista e del giuslavorista uccisi dalla Brigate rosse. Corone d’alloro sono state deposte, alla presenza del Gonfalone del Comune, alla lapide di Marco Biagi, nel largo che porta il suo nome, e alla stele di Aldo Moro, nel largo omonimo, dove il sindaco ha tenuto una breve commemorazione.

“Nel luogo che abbiamo voluto dedicare al grande statista e agli uomini della sua scorta barbaramente uccisi, oggi ricordiamo con commozione tutte le vittime del terrorismo e rendiamo loro nuovo omaggio per conservarne una memoria permanente”, ha detto Pighi. “La brutale ferocia del terrorismo, tanto sanguinaria quanto vile, si è resa responsabile di tragedie a cui troppe volte abbiamo assistito negli anni scorsi, cercando di stravolgere la normale dialettica del confronto delle idee, anche nettamente contrapposte e alternative, tra parti politiche e sociali, con il chiaro obiettivo di attaccare la democrazia e le sue regole, irrompendo sulla scena proprio nei momenti in cui nel Paese si è fatto più intenso e diffuso l’esercizio democratico della libertà di opinione e di dissenso, della dialettica tra Governo, opposizione, parti sociali, cittadini e lavoratori”.

Anche Modena, ha aggiunto il sindaco, ha “conosciuto il dolore lacerante di una perdita irreparabile, per mano degli assassini del professor Marco Biagi, studioso stimato e di grande rigore intellettuale, che univa la ricerca teorica all’impegno concreto al servizio delle istituzioni. I suoi assassini hanno ucciso un uomo che, come Tarantelli e D’Antona, si era speso in campi delicati e strategici, quali le politiche industriali, dello sviluppo economico e delle riforme del diritto del lavoro, prestando attenzione particolare agli strumenti del dialogo e della mediazione”.

(Tratto da OkNotizie)

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