L’intercettazione in mano al sottosegretario indagato

Il Fatto Quotidiano, martedì 30 aprile 2019

L’intercettazione in mano al sottosegretario indagato

Incontro in Procura tra i legali degli accusati e i pm: massima riservatezza sulla conversazione in cui si parla dei 30 mila euro

VALERIA PACELLI

Le carte depositate nell’ambito dell’inchiesta romana sul sottosegretario Armando Siri non sono più segrete, ma continuano a rimanere riservate: la difesa del senatore leghista accusato di corruzione, quella dell’altro indagato Paolo Arata e i pm capitolini blindano i documenti, ossia l’informativa del 29 marzo 2019 depositata con molti omissisma che contiene l’intercettazione in cui l’imprenditore genovese parla con uno dei suoi figli del denaro che, secondo le accuse, sarebbe stato dato o promesso a Siri. Anche la difesa di quest’ultimo quindi ha la disponibilità di quel documento e di conseguenza quella conversazione potrebbe già essere in mano al sottosegretario.

SIRI DECIDERÀ di consegnarla a Giuseppe Conte? Il premier intanto ha fatto slittare di nuovo l’incon – tro chiarificatore. La ragione sarebbe, a detta del suo staff, il poco tempo tra il rientro dalla Cina e la partenza di oggi per la Tunisia. Il presidente del Consiglio potrebbe chiedere di visionare quegli atti a Siri. Lo farà? Abbiamo fatto queste domande sia a Siri che a Conte, senza ottenere alcuna risposta. Durante il consiglio dei ministri di oggi si affronterà il caso Siri? Il sottosegretario farà un passo indietro? Anche sui futuri passi del governo il premier resta abbottonato. In realtà al di là del contenuto della conversazione di Arata, il senso delle accuse al senatore è contenuto già nel capo di imputazione quando i pm spiegano che nella “qualità di pubblico ufficiale” avrebbe asservito le sue funzioni e i suoi poteri “ad interessi privati”. Come? “Proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (…) l’inserimento in provvedimenti normativi (…) ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto ‘mini-eolico’”. In cambio Siri “riceveva indebitamente la promessa e/o la dazione di 30 mila euro da parte di Arata”. La partita politica quindi resta ancora aperta. E ne vogliono stare ben a distanza gli investigatori, i quali tengono la massima riservatezza sull’indagine, sia per non scoprire le proprie carte prima degli interrogatori, sia perchè le questioni giudiziarie non devono aver nulla a che vedere con quelle politiche. Bocce cucite anche da parte delle difese (Gaetano Scalise, legale di Arata, e Fabio Pinelli, che difende Siri): ieri i due avvocati hanno incontrato i pm Paolo Ielo e Mario Palazzi per buttare giù una sorta di “ r oa dm ap ” de ll ’attività istruttoria da svolgere nei prossimi giorni. L’avvocato Scalise ha rinunciato al Tribunale del Riesame, al quale si era rivolto per chiedere il dissequestro dei pc e dei cellulari del suo assistito, spiegando anche di aver “ma – nifestato agli inquirenti l’intenzio – ne di essere sottoposti ad interrogatorio”. Che potrebbe esserci già la prossima settimana. Poi toccherà ad Armando Siri. “Prima dell’at – to istruttorio – ha dichiarato ieri Scalise – posso garantire che, verificati gli atti depositati, nessun documento verrà diffuso”.

INTANTO sempre ieri anche l’avvo – cato Pinelli ha formalizzato la richiesta di interrogatorio di Siri: “Abbiamo comunicato di persona agli inquirenti che ci presenteremo spontaneamente in una data da concordarsi perché, come da subito detto, siamo e restiamo a disposizione dell’autorità giudiziaria”. Con ogni probabilità il tutto slitterà a dopo la festa del primo maggio. Siri quindi si difenderà davanti ai magistrati capitolini i quali –nel decreto di perquisizione dell’11 aprile 2019 –parlano di uno “stabile accordo tra il corruttore Paolo Arata” (nel frattempo indagato anche a Palermo per trasferimento fraudolento di valori con l’aggra – vante di aver favorito l’associazio – ne mafiosa) e “il sottosegretario di Stato e senatore Armando Siri (di cui l’Arata è stato anche sponsor per la nomina proprio in ragione delle relazioni intrattenute), costantemente impegnato – at traverso la sua azione diretta nella qualità di alto rappresentate del governo ed ascoltato membro della maggioranza parlamentare –nel promuovere provvedimenti regolamentari o legislativi che contengano norme ad hoc a favorire gli interessi economici di Arata”.

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