L’inerzia della Guardia di Finanza in provincia di Latina in materia di contrasto delle mafie. Ci sbagliamo? Siamo pronti a chiedere scusa ma ci si dica quante verifiche sono state fatte al riguardo nell’anno

ORA BASTA1 NON E’ PIU’ TOLLERABILE ASSISTERE ALLO SPETTACOLO DI UNA GUARDIA DI FINANZA QUASI INERTE A FRONTE DI UN PROCESSO DI MASSICCIO RICICLAGGIO DI DENARO SOSPETTO IN PROVINCIA DI LATINA!

A QUESTO PUNTO O IL COMANDO GENERALE INTERVIENE SUBITO E SI DECIDE A SOSTITUIRE IL PERSONALE DI COMANDO A TUTTI I LIVELLI- COMANDO PROVINCIALE, COMPAGNIE, TENENZE, GRUPPO, BRIGATE- O, ALTRIMENTI, APRIREMO UNA LUNGHISSIMA, GIORNALIERA CAMPAGNA DI ATTACCO.

In provincia di Latina, dovunque andiamo, veniamo a conoscenza di massicci investimenti sospetti effettuati tutti o quasi da gente che viene da fuori, per lo più dalla Campania, ma non solo. A Gaeta – lo riportiamo a parte – addirittura si sente dire che i capitali proverrebbero dalla Guinea.

Occorrerebbe, a questo punto, una massiccia campagna di investigazione da parte della Guardia di Finanza per accertare l’“origine” di tali capitali. Ci sarebbe, per essere più chiari, la necessità di verificare se tali investimenti siano “puliti” o meno, se provengono da attività lecite o illecite, come noi spesso sospettiamo. E il sospetto spesso si rivela come l’anticamera della verità!

La situazione in provincia di Latina, sul piano delle attività delle mafie, è, come tutti sanno, oltremodo allarmante e non vorremmo che essa si aggravi sempre di più, fino all’occupazione completa del territorio, a causa dell’inerzia di quanti, come appunto la Guardia di Finanza, corpo di polizia economica, hanno il compito più di tutti di bloccare l’avanzata di una criminalità organizzata sempre più aggressiva ed invasiva.

Guardia di Finanza che dispone sul territorio di centinaia di uomini, da quella navale ai “baschi verdi”, che noi vediamo impegnati in mille altre attività, fuorché quella del contrasto della criminalità organizzata.

Non riusciamo a comprendere il perché di un comportamento che costringe, per ogni operazione impegnativa, le strutture centrali a far intervenire personale proveniente da Roma, con grave dispendio di soldi, energie ed uomini.

Ma le indagini patrimoniali e le verifiche sulle movimentazioni finanziarie e gli investimenti di capitali chi le fa? Solo quelli dei GICO, che vengono da Roma, e in parte dalla Questura di Latina?

Chi contrasta il massiccio e continuo investimento di capitali “sospetti” che sta portando pezzi sempre più grossi dell’economia pontina nelle mani della camorra e delle altre mafie?

Allora –lo ripetiamo e ci ritorneremo sopra altre cento, mille, un milione di volte-o il Comando Generale si decide a cambiare tutti i vertici provinciali e locali, sostituendoli con personale che ha capacità e attitudine nel campo della legislazione antimafia, o noi non molleremo più la presa, alzando sempre più il tiro ed invitando i parlamentari a portare la questione in Parlamento.

Aspettiamo ora l’intervento del Comandante Generale in persona.

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