L’incendio a Sabaudia di un’autorivendita. Nostre considerazioni

L’INCENDIO A SABAUDIA DELL’AUTORIVENDITA

 

 

 

Non rientra fra i nostri compiti quello di fare gli investigatori, ma ci sia consentito di tentare di “leggere “ i “ fatti”che accadono sul nostro territorio. 

 

Senza azzardare, ovviamente, ipotesi fantasiose, ma tenendo sempre conto del “ contesto ” nel quale viviamo ed operiamo. Un “contesto” che, ad eccezione di quanto continuano ad affermare alcuni sconsiderati che noi non esitiamo a definire oggettivamente “collusi con la mafia”, vede il territorio occupato stabilmente dalla criminalità organizzata. 

 

E Sabaudia non è indenne da questo fenomeno. 

 

Di norma, quando scoppia un incendio che colpisce un’attività economica di una certa importanza, un buon investigatore, tenuto sempre conto del “contesto” di cui abbiamo parlato, la prima cosa che fa è quella di individuare l’identità del titolare dell’esercizio. Ma non solo. Le relazioni di questo sono importanti, come pure eventuali altre attività che egli svolga. Ma non basta, perché altrettanto importante è domandarsi se egli abbia in un modo o in altro dato o dia “fastidio” a “qualcuno”. 

 

La seconda cosa che fa è quella di accertare se l’immobile devastato dall’incendio sia di proprietà o meno del titolare dell’esercizio distrutto e, in caso negativo, di indagare sulle attività dell’eventuale proprietario. 

 

 Capita sovente che ci si trovi in presenza di “messaggi trasversali”. 

 

Noi, allo stato, non abbiamo elementi che ci consentono di esprimere un giudizio definitivo ed ogni riferimento alla vicenda è puramente casuale. Abbiamo fatto un ragionamento di carattere generale. 

 

Riteniamo, comunque, che i Carabinieri di Sabaudia e quelli del Comando provinciale di Latina stiano esplorando tutte le piste, nessuna esclusa, e siamo fiduciosi in un esito positivo del loro lavoro. 

 

LA SEGRETERIA

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