Lettera aperta al Presidente della Commissione Sicurezza della Regione Lazio: Le mafie nel Lazio e le carenze delle istituzioni.

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Associazione Regionale del Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org info@comitato-antimafia-lt.org

10 maggio 2012

On.Filiberto Zaratti

Pres.Comm.Sicurezza

Regione Lazio

Roma

Caro Presidente,

riteniamo fuorviante continuare a parlare di sensibilizzazione della società civile in relazione al problema del radicamento delle mafie nel Lazio senza,al contempo,parlare delle criticità che di fatto ostacolano un’efficace azione contro di esse.

Intanto ,va osservato che è sempre più palese la necessità di passare dalla retorica ai fatti,dalla fase delle commemorazioni e della memoria a quella della denuncia,dell’impegno quotidiano sui territori,dell’osservazione sul campo e della collaborazione costante con le forze dell’ordine e la magistratura.

Se proprio vogliamo fare onore alla memoria di Borsellino ricordiamone una frase che nessuno cita mai:

“Vi è stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine a occuparsi esse sole del problema delle mafie”.

Sproniamo i cittadini del Lazio a rompere il muro di omertà e a collaborare,a segnalare fatti e situazioni,sollevando forze dell’ordine e magistratura a fare tutto da sole,senza un minimo di collaborazione effettiva,seria,nome e cognome.

L’Associazione Caponnetto ha ritenuto sin dalla sua nascita di sviluppare il suo impegno nel Lazio su basi completamente innovative rispetto a tantissime sue consorelle,partendo,appunto,dall’osservazione dei fatti sul territorio,dalla loro analisi,dalla ricerca continua di tutto ciò che avviene localmente e dalla segnalazione a chi di dovere.

Un impegno,cioè,diretto,di piena collaborazione con gli organi investigativi e giudiziari competenti.

Un impegno,ovviamente,svolto nei limiti imposti dalla legislazione vigente,oltre che da ragioni di carattere economico ed organizzativo che non le consentono di andare oltre e di vedere tutto e tutti.

Il problema dei problemi,però,è rappresentato dall’inefficienza di taluni segmenti delle Istituzioni che non funzionano come dovrebbero.

Intanto, il problema delle Prefetture.

Nel Lazio abbiamo avuto prefetti eccellenti come,ad esempio,Mosca a Roma,Frattasi a Latina,ma,a dirla tutta,non ci sentiamo di citarne,per esaltarne le doti professionali, altri.

Con qualche predecessore di Mosca,ci vedemmo costretti ad affrontare polemiche feroci sul problema “mafia sì,mafia no”;noi a sostenere che il Lazio è sotto il tallone delle varie mafie,militari,ma soprattutto,economiche e politiche,italiane e straniere e quel Prefetto a dire che…nel Lazio non ci sono mafie………!

Nessuno si è mai impegnato a chiedere la rimozione di quel Prefetto e dei tanti altri suoi colleghi che ancora oggi sostengono la stessa tesi!!!!!!!

Stiamo parlando sempre del Lazio!!!!!!!!!!!………….

Ma c’è anche un altro problema di cui nessuno sembra voler cogliere la qualità delle indagini.

Il problema e’ tecnico,complesso e delicato e,quindi,va affrontato nelle sedi opportune.

Ma non si può prescindere da un dato:

ci sono Procure ed organi investigativi attenti ed attivi e Procure ed organi investigativi che tali non sono a sufficienza.

Bisognerebbe analizzare i RISULTATI distretto per distretto,porzione di territorio per porzione di territorio,provincia per provincia..

A Frosinone,ad esempio,fino a qualche anno fa,le cose non andavano come era necessario.

Ora,grazie a Dio, con il cambio di tutti i vertici,,esse cominciano ad andare meglio.

A Latina fino ad appena un paio di anni fa si è avuto il disastro completo,a parte l’attivismo della Squadra Mobile e della Questura in generale dopo la venuta di Questori come D’Angelo ed Intini.

Anche la Procura,con la sostituzione dei vertici,ha cominciato a muoversi bene.

Resta,però,il problema della Guardia di Finanza che sul piano dell’investigazione sui capitali non dà segni di vita.

Roma fa capitolo a sé in quanto in essa c’è il fior fiore dell’intelligence italiana e,grazie a Dio,è venuto da appena un mese a capo della Procura e della DDA un magistrato eccezionale quale’è Pignatone.

Di Viterbo,fatta qualche eccezione ,non vogliamo parlare in quanto ancora si sta al livello di “mafia sì,mafia no”………..

Lo stesso a Rieti.

Stando così le cose,è inutile parlare di azione di contrasto delle mafie se prima non si affrontano e sciolgono tutti questi nodi.

Noi abbiamo tentato con la vecchia Commissione Sicurezza della Regione Lazio di porre sul tavolo di discussione questi temi,ma abbiamo trovato,come nel caso della discussione sul porto di Civitavecchia,chi ha cercato di non farci nemmeno parlare.

Ci auguriamo che Ella vorrà programmare l’attività della Commissione che presiede partendo proprio dall’esame di queste tematiche,tematiche che,se non troveranno una soluzione adeguata e rapida,non consentiranno mai di impostare un’azione seria contro le mafie nel Lazio.

Cordialmente

IL SEGRETARIO REGIONALE

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