LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, AL MINISTRO DELL’INTERNO, AL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA, AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

L’Unadir e l’Associazione Nazionale Antimafia A. Caponnetto sono ancora una volta venuti a conoscenza di come vengono premiati i funzionari indagati nella pubblica amministrazione.

E’ ricorrente il comportamento con cui i vertici della P.A. esercitano una sorta di giudizio assolutorio aprioristico, nei confronti di propri funzionari e/o dipendenti, nei cui confronti risultano avviate indagini giudiziarie, e per tutta risposta conferiscono loro incarichi rilevanti e delicati per la stretta attinenza che essi hanno con la lotta alla mafia ed alla corruzione.

E’ vero che, secondo la normativa vigente, fino alla decisione passata in giudicato nessuno è da ritenersi responsabile, ma è altrettanto vero che si avverte fortemente la necessità di modificarne taluni aspetti, tenendo conto anche dei profili connessi alla tutela della immagine delle Istituzioni.

Se si vuole combattere la corruzione, andrebbero rispolverati quei famosi motivi di opportunità che, ispirati ad una auspicabile prudenza, dovrebbero indurre chi si appresta a porre in essere azioni di dubbia legittimità, ad una minore esposizione.

L’attuale comportamento tenuto dai vertici della PA, depotenzia il valore dell’azione giudiziaria, nel momento in cui si attribuiscono a persone iscritte nel registro degli indagati, incarichi delicati e di una certa rilevanza.

L’Associazione Antimafia nella persona del Dr. Elvio Di Cesare ha più volte denunciato l’avanzamento delle mafie nel basso Lazio, a cominciare da Latina, e poi in tutta Italia, ma i risultati sono stati che a cominciare dalla politica, fino ad arrivare ad alcuni punti nevralgici della PA, la risposta è stata connotata dall’inerzia assoluta da parte di chi avrebbe dovuto intervenire in presenza di episodi collusivi, e si è invece ben guardato dal porre in essere azioni di contrasto all’avanzamento diffuso delle mafie e della corruzione.

Lo stesso Dr. Di Cesare ha stigmatizzato a suo tempo le dichiarazioni del Prefetto di Roma Pecoraro che, diversamente dal suo predecessore Prefetto Carlo Mosca, affermava l’inesistenza delle mafie a Roma, che veniva dallo stesso definita la “Citta più sicura d’Europa” !

L’attuale Capo della Polizia Gabrielli, in netta contrapposizione con le risultanze della Commissione di accesso, non ha proceduto a suo tempo, a proporre lo scioglimento dell’intero Consiglio Comunale di Roma, limitandosi a proporlo soltanto per il Comune di Ostia.

E’ sotto gli occhi di tutti il balzo del Dr. Gabrielli da Prefetto di Roma a Capo della Polizia !

Come mai non si ripristina la nomina dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine nella composizione delle Commissioni di accesso, deputate ad acciarare elementi di eventuale inquinamento mafioso in alcuni Enti ?

Tale modifica in pejus, avvenuta in tempi non remoti, ha danneggiato e continua ad esplicare effetti negativi, privando le Commissioni di un prezioso e qualificato apporto info investigativo.

Anche su questo aspetto, sensibilizziamo l’attuale Governo affinché si ripristini la partecipazione delle forze di polizia alle Commissioni di accesso, in quanto i preannunciati cambiamenti ci fanno ben sperare, anche in relazione alle dichiarazioni ufficiali rese dagli esponenti politici che continuano a manifestare pubblicamente la volontà di lottare le mafie e la corruzione.

Lo stesso Gabrielli ha avallato di recente la nomina di un Questore in una sede della Calabria, indagato, in quanto sembrerebbe essere coinvolto nell’indagine giudiziaria su Antonello Montante il Capo di Confindustria Sicilia.

E poi come mai per i fastosi funerali di Casamonica non sono state acciarate le responsabilità ?

Il vice prefetto vicario di Padova Pasquale Aversa e finito sotto inchiesta per utilizzazione e rivelazione del segreto d’ufficio. Noi gli auguriamo di uscire indenne dalle indagini in corso.

Sta da il fatto però che, dopo essere stato sollevato dal suo incarico, è stato destinato a Gioia Tauro, Comune in provincia di Reggio Calabria, sciolto per infiltrazioni criminali, dove, con ogni probabilità, opererà come coordinatore della terna commissariale, nominata con D.P.R. del Presidente della Repubblica !

Qualcosa comincia a far ritenere che nell’ambito del Ministero dell’Interno e non solo, qualche mutazione genetica si stia registrando in alcuni e non pochi soggetti, operanti negli ambiti nevralgici, che sarebbero chiamati a garantire la legalità !

A ciò si aggiunga che continuano a registrarsi gravi atti di intimidazione a carico di giornalisti, che minano la tutela della persona e della libertà di stampa, così come è avvenuto nel corso della notte appena trascorsa a Mimmo Rubio, che collabora con il quotidiano “Roma”.

Ora dall’attuale Governo del cambiamento ci aspettiamo segnali concreti di discontinuità con il passato, fugando in tal modo qualunque volontà di avallare logiche e metodi di gestione utilizzati in passato e per poter agevolaref in tal modo, il recupero della fiducia da parte dei cittadini.

Da ultimo, ma non per importanza, chiediamo all’attuale Governo:

Perché non si accelera la riforma della prescrizione, oggetto del contratto sottoscritto dai vincitori delle elezioni ed avallato anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri ?”.

Roma 29 agosto 2018

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA A. CAPONNETTO

Dr. Elvio Di Cesare

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