Lettera aperta al Ministro Amato ed al capo della polizia

LETTERA APERTA AL MINISTRO AMATO ED AL CAPO DELLA POLIZIA

Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e, paradossalmente, lo dobbiamo al Segretario del SIULP di Latina.

Siamo riusciti, infatti, a evidenziare tutti i ritardi, le inefficienze, le contraddizioni di soggetti preposti, dallo Stato, all’azione di contrasto in provincia di Latina della criminalità organizzata.

Se, infatti, uomini che fanno parte della Squadra Mobile di Latina, pur se tutelati da una sigla sindacale, sconfessando quanto finora hanno dichiarato i loro predecessori oltreché Ministero degli Interni, Commissione Parlamentare Antimafia, DNA, DDA, DIA, varie Procure, attaccano duramente chi, come questa Associazione ed il Sindaco di Gaeta, denunciano le dimensioni del fenomeno mafioso, sostenendo che, al contrario,… il territorio è “sano “, vuol dire che abbiamo ragione noi, quando sosteniamo che in provincia di Latina NON si fa lotta efficace alle mafie, e chi ha scritto di recente che… quasi tutte le inchieste che hanno interessato il territorio pontino… ”. vengono dal Vesuvio”.

Ringraziamo di cuore “LIBERA” ed i sindacati di Polizia della CGIL e della UIL per la solidarietà espressaci per i durissimi attacchi da noi subiti da parte del SIULP.

Ne sentivamo il bisogno in quanto eravamo rimasti sconcertati per tali attacchi che, dopo quelli subiti da soggetti sospettati di collegamenti con la camorra, ci sono venuti da poliziotti che, invece, dovremmo trovarci come alleati.

Ora, però, passata la fase dello sconcerto, è necessario CAPIRE PERCHE’!!!

Lo chiediamo al Ministro degli Interni, al Capo della Polizia e a tutti quanti dicono di sentirsi impegnati nell’azione di contrasto delle mafie, compresi partiti politici, parlamentari, sindacati, associazioni, cittadini.

E’ giusto continuare a tenere in servizio presso la Squadra Mobile persone che non sono a conoscenza delle dimensioni della presenza mafiosa sul nostro territorio?

La segreteria regionale

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