Legame Fuda-cosca Commisso: tutto nasce dall’esposto anonimo che accusa tutta la politica di Siderno

Legame Fuda-cosca Commisso: tutto nasce dall’esposto anonimo che accusa tutta la politica di Siderno

di Claudio Cordova – Tutto nasce da un esposto anonimo del maggio 2017. Due fogli dattiloscritti indirizzati all’allora procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, e al prefetto Michele Di Bari. “Quale democrazia a Siderno?” il titolo della lettera in cui si lanciano pesanti dubbi sulla situazione politico-criminale nel comune della Locride, sostenendo come la potente cosca Commisso abbia condizionato la vita politica, economica e sociale degli ultimi 30 anni.

Da quelle due pagine, l’allora pm antimafia Antonio De Bernardo svilupperà l’indagine che oggi vede l’ex sindaco di Siderno ed ex senatore, Pietro Fuda, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, perché sospettato di legami e contatti con la ‘ndrangheta e, quindi, proprio con i Commisso. Già in quel testo, Fuda veniva definito come il sindaco della “rinascita del malaffare, degli appalti truccati, della mazzetta su tutto, dell’illegalità totale”.

In effetti, l’indagine della Dda reggina contesta a Fuda proprio la connivenza con i Commisso, anche attraverso alcune scelte amministrative nel campo degli appalti e dei rifiuti. Così come, agli atti degli inquirenti, sono presenti alcuni riferimenti alla presunta vicinanza di Fuda ad ambienti massonici. Dato che già veniva sottolineato dall’esposto anonimo: “ll sen. Fuda per chi non lo sapesse rappresenta da sempre la famiglia Commisso nella politica e negli anni, grazie alla sua sete di potere, addirittura ha superato il potere degli stessi sponsor Commisso, divenendo una specie di guru, di super ‘ndanghetista. Affiliato alla massoneria del Goi fino agli anni 90, si assonna per passare tra le fila della super loggia di Paolo Romeol. Da allora il suo potere è in continua ascesa, non conosce limiti, grazie al legame con Romeo e alla cricca cui appartiene riesce a dominare in tutta la provincia: aeroporto, porto di Gioia, edilizia pubblica, appalti, ‘rifiuti ecc.”.

Secondo l’esposto (e, adesso, secondo l’indagine), Fuda nel 2015 avrebbe stretto un patto con i Commisso. Un patto che lo avrebbe portato a essere di fatto l’unico candidato a sindaco, specialmente dopo il ritiro della candidatura da parte del medico Pier Domenico Mammì, dopo che questi subì una intimidazione. E così Fuda sarebbe diventato sindaco con l’83% dei consensi.

Cifre bulgare dietro cui si nasconderebbe il legame con la ‘ndrangheta.

L’esposto anonimo, tuttavia, non si limita al solo Fuda. In quelle due pagine ci sono accuse a gran parte della politica sidernese, presente e passata. Da Giuseppe Figliomeni (definito “il delfino di Fuda”), che per gli inquirenti sarebbe stato un candidato sostenuto dai Commisso, a Paolo Fragomeni, che con la potente cosca avrebbe vincoli di parentela. Ma non c’è risparmio di accuse neanche su altre persone inserite nel circuito relazionale di Fuda: dall’ex sindaco Mimmo Panetta all’editore de “La Riviera”, Rosario Vladimir Condarcuri, nonché ad altri esponenti della maggioranza politica di Fuda, indicati sostanzialmente tutti come soggetti vicini o comunque graditi ai Commisso.

Chiunque provi a far qualcosa viene obbligato a farsi da parte o a “farsi i cazzi suoi” sostiene l’esposto anonimo che si conclude così, rivolgendosi a Cafiero De Raho e Di Bari: “Auspico un suo intervento immediato per ristabilire un po’ d’ordine. La cittadinanza onesta non manca ma ha paura. Basta pensare agli ultimi episodi di auto danneggiate o bruciate ai consiglieri di opposizione che avevano osato chiedere maggiore trasparenza e legalità per rendersi conto di quanto la situazione sia incandescente”.

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2 Maggio 2019

fonte:http://ildispaccio.it/

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