“Legambiente: un oceano di abusivismo edilizio nel Parco Nazionale del Circeo

L’abusivismo imperversa nel Parco nazionale del Circeo, la Darsena abusiva continua a fare affari mentre le amministrazioni latitano.

Il Larus denuncia il permanere di una situazione di totale illegalità e annuncia un ricorso all’Unione Europea.

Sabaudia, 23.04.2009

Il circolo Larus Legambiente di Sabaudia continua la sua battaglia per la legalità, la difesa e valorizzazione del Parco nazionale del Circeo e della città di Sabaudia. Denunciamo infatti l’irresponsabile e colpevole indifferenza con la quale le amministrazioni interessate, nonostante le molte denunce presentate e le relative inchieste giornalistiche, stanno trattando il grave problema dell’abusivismo edilizio (come denunciato anche recentemente dal Presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo in un articolo apparso sul Corriere della Sera) e in particolare della darsena abusiva interna al Lago di Paola. Per questo annunciamo di voler interessare con un ricorso l’Unione Europea perché avvii una procedura di infrazione contro lo Stato italiano visto il grave stato di illegalità e compromissione dell’area.

La darsena si starebbe infatti preparando per la stagione estiva facendo ormeggiare sui relativi moli numerose imbarcazioni a motore. Persevera quindi in comportamenti gravemente lesivi della legalità, dell’equilibrio ecologico del Lago e del patrimonio archeologico del Parco nazionale. Oramai divenuta emblema dell’abusivismo nel Parco nazionale, la darsena rappresenta a nostro parere il vero vincolo allo sviluppo del nostro territorio, anche a causa della storica latitanza, divenuta oramai complicità, delle amministrazioni interessate. Tutto questo ci ha convinto a chiamare in causa l’Unione Europea.

Ricordiamo a tale proposito che il Lago di Paola è designato quale Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva Uccelli 79/409/Cee, che con decisione della Commissione Europea 2006/613/Ce del 14 luglio 2006 è stato incluso nell’elenco dei siti di importanza comunitaria (Sic) per la biogeografia mediterranea ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/Cee.

Ricordiamo ancora ai troppi amministratori “distratti” che ampie aree del Lago, in particolare il canale romano (di epoca neroniana) e alcune aree ad esso limitrofe, sono soggette a vincolo archeologico e idrogeologico.

Cosa infine che bene descrive la gravità della situazione, ricordiamo che il Piano Territoriale Paesistico in vigore (ambito territoriale n.13 approvato con ll.rr. – 6 luglio 98 nn. 24 e 25 suppl. ord. n. 1 al bur n. 21 del 30.7.98) sottopone a tutela aree di estrema importanza mediante l’applicazione di vari tipi di vincolo derivanti sia dalla normativa della L 1497/39, sia dalla L. 431/85. Tali aree appartengono per la quasi totalità al Parco Nazionale del Circeo. Si tratta delle zone umide del Parco nazionale (Laghi di Sabaudia, Monaci, Caprolace nonché Fogliano) definite di “importanza internazionale” in base all’accordo di Ramsar del 2/2/1971 (D.P.R. 13/3/1976 n.448 e Gazzetta Ufficiale 10/3/1978). Ignorare queste disposizioni e consentire il permanere di situazioni di gravissima illegalità significa avvalorare un sistema fondato sull’illegalità e la prepotenza. Ricordiamo inoltre che il suddetto Piano riconosce esplicitamente il Lago di Paola e l’insieme dei più imponenti resti archeologici nonché le aree di margine indispensabili per definire organici spazi di protezione, quali aree di eccezionale pregio naturalistico e scientifico, destinate alla tutela integrale, quindi inidonee a sopportare qualsiasi intervento di trasformazione, pena la distruzione progressiva delle sue qualità, con la sola eccezione delle operazioni di restauro dei resti archeologici. Secondo il piano sono consentite, dal punto di vista edilizio, solo le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità e dei fabbricati esistenti. Non sono quindi previste darsene, ristoranti, boutique, scuole di sci nautico, parcheggi, ecc.

Nelle zone umide e lungo le sponde del Lago inoltre debbono essere preservate le caratteristiche sabbiose e torbose dei terreni senza alterazioni della vegetazione autoctona. Come è possibile coniugare questa prescrizione con la presenza di una darsena che arriva in estate a contare anche 1.000 posti barca?

In particolare sono vietate nel Lago la navigazione a motore e l’installazione di attrezzature fisse di attracco bensì solo l’installazione di piccoli pontili in legno, mentre sono consentite le colture ittiche e le opere inerenti la valorizzazione dei beni archeologici di iniziativa della competente Soprintendenza. Eppure la darsena e altre strutture sono abusive sin dal 1986 come certificato dalla sentenza n 1339 della Corte di Cassazione.

Lo stesso Piano Paesaggistico definisce come “eccezionali l’insieme di resti archeologici” presenti nell’area citando precisamente tra i vari, il Porto-Canale Neroniano a smentire le illazioni di quanti affermano che l’area è priva di valore archeologico.

La stessa Regione Lazio dichiara, attraverso il Dipartimento Territoriale (prot. b2/25/00/484527 del 20/10/2008) che la darsena, gestita dalla società In Land Sea, è stata autorizzata a titolo precario (prot. 6232/1031 UT del 27/07/1984) per un solo anno (con scadenza 30/09/1984) poi rinnovata per il solo 1985 con atto 4021/827 e che attualmente risulta priva delle prescritte autorizzazioni.

Ci domandiamo allora come sia possibile perseverare con un’occupazione abusiva di tali dimensioni in un Parco nazionale, in particolare all’interno di un’area (Lago di Paola) tanto pregiata dal punto di vista ambientale, storico, archeologico e delicata ecologicamente attraverso un’impresa che viola costantemente gli strumenti normativi posti a sua tutela e perché le autorità preposte non intervengono come loro preciso dovere. Ci rivolgeremo dunque all’Unione Europea con l’augurio di vedere definitivamente sequestrate e poi definitivamente abbattute tutte le strutture abusive presenti nell’area del Parco nazionale del Circeo e infine realizzato un progetto di sviluppo economico-imprenditoriale serio, alternativo, ecosostenibile, trasparente e partecipato dal quale rilanciare il Parco nazionale e la città di Sabaudia.

Distinti saluti

Il Direttivo del circolo Larus Legambiente di Sabaudia.

Archivi